Due giorni a Bucchianico per scoprire l’arte giapponese del “raku”
Atmosfere orientali nel prossimo fine settimana a Bucchianico: l’Associazione Culturale “A.C. De Meis”, in compartecipazione con il Comune di Bucchianico, ed in collaborazione con la Pro-Loco ed il Moto Club, organizza la manifestazione “Raku in Piazza”, una vera e propria “festa dell’arte” con musica e tanto divertimento.
Il Raku, tecnica di origine giapponese, nasce in sintonia con lo spirito zen che esalta l’armonia presente nelle piccole cose e la bellezza nella semplicità e naturalezza delle forme. La sua origine è legata alla cerimonia del tè: un rito, realizzato con oggetti poveri tra i quali il più importante era la tazza, che gli ospiti si passavano l’un l’altro. Le sue dimensioni erano tali da poter essere contenuta nel palmo della mano. Questa tecnica di lavorazione e cottura della ceramica risale al XVI secolo.
Sabato 23 e domenica 24, dalle 15 alle 24 nel cuore di Bucchianico, piazza Roma, saranno presenti quattro maestri della tecnica Raku: Maria Elena Boschi, Alfio Centamore, Edo Gaudenti, tutti e tre di Faenza, e Piergianni Urbanucci di Bucchianico, che ha curato il progetto della manifestazione. I maestri saranno a disposizione di chiunque vorrà cimentarsi direttamente con questa antica forma artistica. L’invenzione della tecnica Raku è attribuita ad un artigiano coreano che la sviluppò per creare più facilmente le ciotole per la cerimonia del tè ed il termine giapponese significa letteralmente comodo, rilassato, piacevole. Durante il processo di lavorazione il pezzo in argilla refrattaria bianca, dopo esser stato modellato, viene cotto una prima volta a circa 1000°C; dopodichè avviene la decorazione utilizzando gli ossidi o gli smalti (per avere un verde, ad esempio, si utilizza l’ossido di rame). Dopo la seconda cottura, quando il colore diventa lucido e il pezzo è incandescente, si procede all’estrazione dal forno: l’oggetto viene depositato in un contenitore di metallo pieno di materiale combustibile come fogli di giornale, trucioli, segatura. L’oggetto viene poi immerso nell’acqua e pulito per far emergere i metalli in tutta la loro iridescenza e brillantezza.
«Il programma – spiega Pino Muriana, presidente dell’associazione culturale A.C. De Meis – è stato studiato per attrarre non solo persone competenti nell’ambito ceramistico, ma anche tutti coloro che vogliono sperimentare un approccio facilitato, ma non superficiale, a questo tipo di produzione, in cui vengono esaltate la fantasia e la forza degli elementi naturali ed il contesto sarà quello di un vero e proprio laboratorio all’aperto. Ci saranno poi stand gastronomici e musica dal vivo che renderanno ancora più piacevole trascorrere un paio di serate nel contesto suggestivo della patria di San Camillo de Lellis» .
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