Il movimento giapponese Gutai approda a Genova
Sono anni che il movimento Gutai opera nel tentativo di esportare un messaggio di pace, utilizzando suggestioni orientali la cui forza è riuscita a precorrere numerose soluzioni dell’arte occidentale.
Shozo Shimamoto è portavoce e tra i fondatori del movimento, artista in costante ascesa e rivalutazione presso le istituzioni museali europee e statunitensi: da quando è stato dimostrato (Alexandra Munroe, 1994) che i suoi buchi risalgono al 1950 e sono quindi svincolati dalla poetica di Fontana, ha avuto inizio un percorso che ha portato il giapponese ad essere sempre più indicizzato all’interno delle rassegne storiografiche ed enciclopediche sull’arte dal Dopoguerra.
Se si pensa che già nel 1957 il gruppo Gutai utilizzava il palcoscenico come spazio artistico, o solo si ricorda che le opere audio di Shimamoto precorrono i più noti lavori di John Cage, balza subito all’evidenza il posto di primaria rilevanza che queste ricerche estetiche meritano di occupare nella storia.
E’ chiaro come allora la mostra Shozo Shimamoto: 1950-2008, che verrà inaugurata il 13 novembre presso il Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce, non potesse essere seguita da un curatore inferiore ad Achille Bonito Oliva, tra i massimi esponenti della critica d’arte contemporanea in Italia.
Il rapporto del Maestro giapponese con la nazione non è nuovo, si contano diverse sue performances presso la Biennale di Venezia nonchè la più recente esibizione nella Piazza Dante di Napoli.
Genova non manca quindi l’occasione di partecipare ad un evento totalizzante, sintesi di movimento meditato ed emozione libera, dove l’intenzionalità individuale si apre all’estensione caotica dell’azione di massa. L’obiettivo è infatti quello di coinvolgere un pubblico il più vasto possibile, che possa trovare un’espressione liberatoria nello sprigionarsi del colore allo stato di materia pura, non più asservita all’espressione di un concetto aprioristico. “Un colore senza materia non esiste. La bellezza della materia deve sopravvivere anche alla forzatura del pennello. Solo attraverso screpolature ed erosioni o magari una mutazione di colore sopravvenuta inaspettatamente possiamo scoprire la bellezza intrinseca nelle sostanze coloranti”. Sparato da un cannone, simbolo del potere distruttivo acquisito dall’uomo ed infine cambiato di segno, finalmente le tonalità si dispiegano senza limiti, così incarnando il sogno di pace e libertà che l’umanità agogna da molto tempo.
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[...] per la (prima?) retrospettiva italiana di Shimamoto: la notizia viene da Giappone360: “la mostra Shozo Shimamoto: 1950-2008 [...] verrà inaugurata il 13 novembre presso il Museo [...]
Ciao a tutti. Ho trovato il sito ufficiale della mostra che dovrebbe dare poi anche informazioni sull’ospitalità etc.
Grazie Giorgio per la info
va molto bene informare sull’importante mostra a Villa Croce dedicata al Maestro Shimamoto, ancor meglio sarebbe dare ulteriori dettagli, e meglio ancora fornire il programma dell’inaugurazione (con performance?)
saluti
Ciao Gianni, il sito con maggiori informazioni lo ha lasciato Giorgio, basta cliccare sul suo nome.
Comunque il sito è http://www.shimamotogenova.org/