Barriere anti-suicidio sul metro giapponese
In molte stazioni metropolitane e ferroviarie giapponesi sono state installate barriere antisuicidio. Collocate all’estremità delle banchine, hanno anche lo scopo di evitare le cadute accidentali, tutt’altro che rare.
Le barriere, alte circa un metro e mezzo, si aprono solo quando il treno ha raggiunto la banchina, e dopo l’apertura delle porte. Secondo quanto riportato dall’edizione on-line del quotidiano giapponese Yomiuri Shimbun, l’installazione di questi ostacoli è già stata decisa per tutte le 29 stazioni della linea JR Yamanote di Tokyo. Decisione analoga è stata presa dalla Tokyo Metro Co. per le stazioni della sua metropolitana.
Le statistiche della East Japan Railway Co, che gestisce la JR Yamanote, parlano di 168 casi di persone cadute accidentalmente sui binari, dal 2003 al 2007. Dal computo sono però esclusi i suicidi (che, in assenza di testimoni, sono difficili da distinguere dagli incidenti).
Decisamente positivo il bilancio nelle nove stazioni della linea Shinkansen, una delle più note di Tokyo: dall’installazione delle barriere anti-caduta, non si è verificato nessun incidente. Le uniche perplessità sollevate dai gestori della rete metropolitana sono relative ai tempi di salita e discesa, che si potrebbero allungare, oppure alle dimensioni della banchina, lievemente inferiori a quelle tradizionali.
Gli ultimi dati disponibili, in materia di suicidi, sono preoccupanti: ogni quindici minuti, in Giappone, una persona si toglie la vita, e una parte consistente decide di farlo buttandosi sotto ad un treno. Nel 2007, in tutto il Paese, sono stati registrati oltre 33.000 suicidi. Un rapporto dell’organizzazione mondiale della sanità sui Paesi del G8, colloca il Giappone al secondo posto, subito dopo la Russia.
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