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Nobel per la fisica a Nambu Kobayashi e Maskawa

Inserita da Ale in Scienza e tecnologia alle 14:13 | via repubblica.it

Il premio Nobel per la fisica 2008 è stato assegnato a Yoichiro Nambu, Makoto e Toshihide Maskawa per le loro ricerche sulla fisica delle particelle. Il premio andrà per metà a Nambu, dell’Enrico Fermi Institute dell’Università di Chicago, negli Stati Uniti, e per l’altra metà a , dell’ High Energy Accelerator Research Organization (KEK)
di Tsukuba, in Giappone, insieme a Maskawa, dello Yukawa Institute for Theoretical Physics (YITP), dell’Università di Kyoto in Giappone.

Nambu, nato a Tokyo nel 1921 ma cittadino americano, è stato premiato per “la scoperta del meccanismo di rottura spontanea della simmetria nella fisica subatomica” mentre i due giapponesi Kobayashi – nato a Nagoya nel 1944 – e Maskawa – nato nel 1940 sempre a Nagoya – hanno ricevuto il riconoscimento “per la scoperta dell’origine della rottura della simmetria che predice l’esistenza di almeno tre famiglie di quark in natura”, si legge nelle motivazioni del comitato del Nobel.

I loro studi sono considerati il primo mattone della teoria di riferimento della fisica delle particelle, ossia del cosiddetto Modello Standard che descrive tutte le particelle elementari finora note e tre delle quattro forze fondamentali (le interazioni forti, le elettromagnetiche e le deboli). Una teoria che è un vero e proprio pilastro della fisica delle particelle e che finora è stata quasi completamente confermata: manca all’appello soltanto una particella, il bosone di Higgs, che spiega l’esistenza della massa ed è indicato spesso come “la particella di Dio”. Il bosone di Higgs potrebbe essere visto per la prima volta grazie al più grande acceleratore di particelle del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra.

Nambu è famoso per aver proposto la “carica di colore” nella cromodinamica quantistica, per aver condotto i primi studi sulla rottura spontanea della simmetria nelle particelle fisiche e per aver scoperto che il modello di risonanza duale può essere spiegato come una teoria di meccanica quantistica delle stringhe (è considerato uno dei fondatori della teoria delle stringhe).

Ha vinto numerosi premi e riconoscimenti incluso il Premio J. Robert Oppenheimer, la medaglia nazionale di Scienze degli Stati Uniti, il “Japan’s Order of Culture”, la medaglia Planck, il Premio Wolf, la medaglia Franklin, la medaglia Dirac e il Premio Sakurai. Diventato un professore di fisica all’Università di Osaka nel 1950 oggi è un professore emerito all’Università di Chicago. L’azione Nambu-Goto nella teoria delle stringhe è così nominata dopo la sua scoperta da parte di Nambu e Tetsuo Goto. Inoltre anche i bosoni senza massa che si presentano nel campo delle teorie con la rottura spontanea della simmetria sono talvolta nominati bosone Nambu-Goldstone.

Makoto Kobayashi è noto per la sua ricerca sulla “violazione CP”. Il saggio scritto nel 1973 con Toshihide Maskawa è il terzo più citato nei testi sull’alta energia fisica. Maskawa è con Kobayashi autore della matrice Cabibbo-Kobayashi-Maskawa che definisce il mix di parametri tra quark.

“Sono lieto che il premio Nobel sia stato attribuito a questo settore della fisica che sta avendo sempre più attenzione da tutto il mondo e dal quale ci aspettiamo fondamentali scoperte che aumenteranno la nostra comprensione sull’Universo”, commenta Roberto Petronzio, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. “Tuttavia, non posso nascondere che questa particolare attribuzione mi riempie di amarezza: Kobayashi e Mascawa hanno come unico merito la generalizzazione, per altro semplice, di un’idea centrale la cui paternità è da attribuire al fisico italiano Nicola Cabibbo che, in modo autonomo e pionieristico, ha compreso il meccanismo del fenomeno del mescolamento dei quark, poi facilmente generalizzato dai due fisici premiati. Il contributo di Nambu, d’altra parte, è fondamentale per la fisica delle particelle e i suoi lavori sulla rottura spontanea di simmetria sono uno dei pilastri dell’attuale Modello Standard”.





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