Giappone: arrestato amministratore di un sito che offriva download di musica su cellulari
La RIAA sempre all’erta a monitorare, bloccare ed a chiedere l’intervento della legge su tutte le violazioni dei diritti d’autore. Quindi se il mezzo tecnologico per effettuare queste violazioni cambia, la RIAA subito si attiva per controllare questi nuovi mezzi.
Ne è una riprova che si è ora giunti al primo arresto per violazione del diritto d’autore tramite non PC, ma telefonia mobile.
Infatti, è stato arrestato un uomo di 28 anni di Hyogo, che gestiva un sito di download di musica per cellulari chiamato “Daisan Sekai” (Il Terzo Mondo) e che avrebbe offerto file musicali senza licenza ed è stato fermato anche un uomo di 58 anni che avrebbe aiutato nella gestione del sito stesso caricando brani che violavano il copyright.
Questo sito è considerato uno dei più grandi fra quelli che offrono download illegali per cellulari con oltre un milione di utenti.
La cosa che colpisce comunque è come nel corso degli ultimi anni il download musicale sia avvenuto sempre più tramite cellulare, infatti, come mostra il grafico, nel 2007 ha prodotto un mercato per l’industria musicale pari a 680 milioni di dollari.
Ovviamente le associazioni anti-pirateria stanno bene attente a qualunque cosa possa minacciare le loro entrate.
Del resto il Giappone è anche il secondo mercato musicale del mondo dopo gli Stati Uniti ed è importante considerare il fatto che il 92% di tutti i download musicali si sia svolto tramite telefono cellulare.
Ma, sempre in base a stime effettuate dalla RIAJ, è risultato che ben 399 milioni di file musicali illegali sono stati scaricati nel 2007.
Al pari che con il PC, appena il mercato è fiorente, si afferma e cresce la pirateria, ma questo non porta le major a rivedere il discorso delle licenze e del copy-right in genere, ma a cercare di controllare e bloccare anche i nuovi mezzi.
Contente loro, del resto il download di 399 milioni di file in cui le major non hanno guadagnato una lira, dovrebbe convincerle che è meglio accontentarsi di cifre più basse invece di niente.
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