Ipotesi BOJ su taglio tassi, vola Nikkei
La Banca centrale del Giappone (BoJ) prenderà in considerazione, nel corso della riunione del board di venerdì prossimo, anche l’ipotesi di tagliare i tassi d’interesse, per la prima volta in sette anni. L’indiscrezione, rilanciata dal quotidiano economico Nikkei, che ha trovato poi conferma in fonti autorevoli, combinata al deprezzamento dello yen su euro e dollaro, ha messo le ali alla Borsa di Tokyo, spingendo in alto il Nikkei del 7,74%, fino a 8.211,90 punti. Lo schema della BoJ, in base alle ricostruzioni di stampa, sarebbe di valutare l’impatto della tempesta finanziaria globale sulla fragile economia del Giappone, prima di prendere decisioni, che potrebbero includere misure per rafforzare la solidità del credito e, soprattutto, contrastare il superyen che affossa l’export. La BoJ non interviene a difesa della propria valuta da marzo del 2004. In giornata, intanto, la Federal Reserve si appresta a limare i Fed Funds di 50 punti base, all’1% secondo le previsioni più accreditate, e l’esempio sarà con ogni probabilità essere seguito dalla Bce a inizio novembre. I margini di manovra, nel caso del Giappone, sono abbastanza limitati, visto che i saggi di riferimento sono fermi ad appena lo 0,5%: a livelli così bassi, infatti, l’intervento non potrà andare oltre il dimezzamento, cioé il quarto di punto, che è considerato dagli economisti del Sol Levante comunque come l’arma di riserva da usare come extrema ratio per rianimare il mercato interno. “
C’é il rischio concreto che mercati e condizioni economiche internazionali possano peggiorare ancora colpendo il Giappone e la sua economia”, ha detto il numero due della BoJ, Kiyohiko Nishimura, in un’audizione parlamentare. L’Istituto centrale si prepara – nel bollettino semestrale di venerdì – a rivedere al ribasso, da quota 1,2% a poco sopra lo zero, le stime di crescita del Paese nell’anno fiscale che si chiude a marzo, dopo la frenata (-1,2%) della produzione industriale a luglio-settembre. Nel il prossimo anno, invece, la stima è è di 0,5-1%, dall’1,5% precedente. Proprio oggi, il ministero delle Finanze ha già tagliato, per la prima volta in dieci anni, l’outlook su tutte e 11 le macroaree economiche regionali che compongono il Giappone a causa del rallentamento dell’economia globale, dei rialzi dei prezzi delle materie prime e della forza dello yen che affossa il potenziale dell’export. Il governo giapponese, intanto, si avvia a varare un pacchetto ulteriore di stimoli all’economia da 5.000 miliardi di yen che sarà reso noto a breve.
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