La Fed taglia i tassi: Borse Ue in rally Tokyo vola a +9,9%
Le Borse europee aprono in deciso rialzo, sulla scia delle chiusure boom delle Borse asiatiche, con Tokyo che ha guadagnato quasi il 10%, il giorno dopo il taglio dei tassi di interesse da parte della Fed. Ieri in serata la Banca centrale americana ha ridotto, come era atteso, il costo del denaro di mezzo punto percentuale per far ripartire l’economia. Oggi c’è attesa per i dati sui Pil negli Stati Uniti, che dovrebbero dare indicazioni sullo stato di salute dell’economia. Il Cac40 ha aperto in rialzo del 2,22%, il Dax dell’1,78% e il Ftse100 dell’1,22%.
Piazza Affari parte in salita A Milano piazza Affari inizia la seduta in netto rialzo, in linea con le altre Borse europee, che si muovono sulla scia delle chiusure boom dei mercati asiatici: Tokyo ha guadagnato il 9,96%. Dopo la seduta di forti rialzi di ieri ancora acquisti sui listini, che beneficiano della decisione della Fed, arrivata ieri in serata, di tagliare di mezzo punto all’1% i tassi di interesse: la decisione ha rispettato le previsioni, ora si attendono le mosse della Bce. Oggi sarà diffuso il dato sul Pil degli Stati Uniti, che darà indicazioni importanti sullo stato di salute dell’economia. Il Mibtel guadagna lo 0,71%, l’S&P/Mib lo 0,85% e l’All Stars l’1,47%. Sul listino principale avvio sprint per i titoli energetici, dopo il rally di ieri: il prezzo del petrolio continua a crescere con il recupero del dollaro e fa volare Tenaris (+6,84%) e Saipem (+3,88%), migliori titoli. In controtendenza invece Eni (-4,3%), che scivola in fondo al listino in attesa del cda, e Snam Rete Gas (-0,86%), che sono tra i pochi titoli in calo. Tra i migliori si mette in luce Impregilo (+5,91%), ieri in rally sulla scia delle indiscrezioni di stampa su un possibile ingresso dei libici nel capitale. In forte rialzo Stm (+2,4%). In deciso rialzo anche i bancari, guidati da Unicredit (+4,04%): bene Mps (+3,83%), che ieri ha raggiunto un accordo con il fondo Clessidra per la creazione di una Newco nel risparmio gestito, Fondiaria-Sai (+3,17%), Generali (+3,55%) nel giorno del cda sui conti, Banco Popolare (+2,71%), Bpm (+2,09%) e Intesa Sanpaolo (+1,86%). Sul completo in rally SS Lazio (+7,64%) dopo la vittoria di ieri in campionato. In calo Saras (-1,81%), che ha acquistato 81 stazioni di servizio in Spagna.
Tokyo alle stelle Galvanizzata dalle informazioni di stampa che attribuiscono alla Banca del Giappone l’intenzione di abbassa, domani, il suo tasso d’interesse di riferimento di un quarto di punto portandolo allo 0,25 per cento e dalla rapida ricaduta dello yen, la Borsa di Tokyo ha chiuso oggi con un rialzo del 9,96 per cento, dopo aver guadagnato il 7,74 per cento ieri e il 6,41 martedi. Le altre piazze della regione Asia-Pacifico sono oggi altrettanto euforiche. Alle 7.15 (ora italiana), Hong Kong era in rialzo del 10,11 per cento, Singapore del 6,91 per cento, Bangkok del 5,28 per cento e Giacarta del 5,28 per cento. Seoul, Taipei, Manila e Sydney hanno chiuso con rialzi rispettivamente di 11,95%, 6,29%, 4,73% e 4,04%. Come previsto, la Riserva Federale statunitense (Fed) ha ridotto ieri di 0,50 punti il suo tasso di interesse di riferimento all’1 per cento. Prendere a prestito danaro negli Stati Uniti torna al suo più basso livello dal giugno del 2004.
La chiusura di Wall Street La Borsa di New York ha tuttavia chiuso la seduta di ieri senza mostrare troppo interesse a questa decisione, largamente anticipata. Il Dow Jones ha perso lo 0,82 per cento chiudendo a 8.990,96 punti all’indomani di uno spettacolare rimbalzo di circa l’11 per cento. Il Nasdaq ha da parte sua chiuso con un rialzo dello 0,47 per cento. “Ci sono due modi di vedere: da un lato la Fed riconosce che tutto quel che ha fatto per ora non basta a impedire agli Stati Uniti di cadere nella recessione; dall’altro lato ciò mostra che è determinata a agire per sostenere la crescita” ha commentato Lindsey Piegza, di Ftn Financial. i segnali di espansione monetaria si moltiplicano nel mondo. La Banca centrale della Cina ha annunciato ieri il suo terzo ribasso dei tassi d’interesse in sei settimane. La Banca centrale europea (Bce) ha già giudicato “possibile” un ribasso dei suoi tassi la settimana prossima e anche la Banca d’Inghilterra dovrebbe abbassare i suoi. Negli Stati Uniti, i dati del prodotto interno lordo, il pil, per il terzo trimestre, la cui diffusione è prevista oggi, dovrebbero confermare l’ampiezza delle difficoltà della prima economia mondiale, un anno dopo l’inizio della crisi dei muti a rischio. Gli analisti prevedono in media una contrazione del pil dello 0,5 per cento su base annua, dopo una crescita del 2,8 per cento nel secondo trimestre. Sul fronte delle monete, l’euro continua a risalire di fronte al biglietto verde, tornando sopra la soglia di 1,30 dollari per la prima volta dal 22 ottobre. Lo yen prosegue il suo ribasso rispetto al dollaro e all’euro dopo il suo forte rialzo degli ultimi giorni. In Giappone, il primo ministro Taro Aso deve rivelare oggi le nuove misure di sostegno all’economia. Secondo i media giapponesi, l’ammontare del nuovo piano si avvicina ai 5mila miliardi di yen (38 miliardi di euro) e comprende aiuti finanziari generalizzati per tutte le famiglie e esenzioni fiscali per i mutui. Qualche settimana fa, il parlamento nipponico ha già adottato un primo piano di rilancio di 1.810 miliardi di yen (14 miliardi di euro). Aso dovrebbe inoltre annunciare, sempre oggi, che rinuncia a indire elezioni anticipate prima della fine dell’anno, come aveva inizialmente detto di avere intenzione, al fine di dedicarsi pienamente alla crisi economica. Per reagire alla crisi mondiale, la Commissione europea ha promesso da parte sua misure di rilancio per sostenere l’economia minacciata dalla recessione, chiudendo gli occhi sui deficit. Un piano d’azione che sarà presentato il 26 novembre “comprenderà azioni mirate sul breve termine” per la crescita e l’occupazione, ha detto il presidente della commissione europea Josè Manuel Barroso. In Salvador, la ventina di capi di Stato e di governo che partecipano al diciottesimo vertice ibero-americano preparano una “posizione responsabile, comune” di fronte alla crisi finanziaria internazionale.
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