Nissan: utili in picchiata
Brutta situazione per Nissan che rischia di ritornare nelle condizioni di dieci di anni fa, quando solo grazie al tempestivo intervento di Carlos Ghosn (inviato a Tokyo dall’alleata Renault) venne evitata la bancarotta. Allora era stata colpa della crisi asiatica mentre attualmente la congiuntura economica sfavorevole è mondiale e tocca quasi tutti i costruttori.
Nissan ha chiuso il secondo trimestre fiscale con un utile netto in flessione del 38,7% a circa 577 milioni di euro; i profitti operativi in calo del 49% a 111,7 miliardi di yen e ricavi per 2522: il 3,7% in meno. Sempre nel periodo luglio-settembre a “metterci una pezza” sono state le consegne di 966 mila veicoli ( 2,7%), grazie al buon andamento nei mercati emergenti e dell’Europa che hanno compensato il flop americano.
Trend finanziario simile nel primo semestre fiscale, con profitti netti in calo del 40,5% a 126,34 miliardi di yen, utili operativi scesi da 367,15 a 191,65 miliardi e un fatturato da 4870 miliardi, il 3,7% in meno. “Non ci sono segnali che possano indurci all’ottimismo per il secondo semestre dell’annata”, ha spiegato il presidente Carlos Ghosn, costretto a rivedere pesantemente al ribasso le stime sull’intero esercizio (l’utile netto calerà dai previsti 340 a 160 miliardi di yen). La società ha inoltre anticipato dal 3 novembre al 31 marzo del 2009 procederà al taglio di 2500 posti di lavoro all’estero e di 1000 in Giappone. Mentre la produzione mondiale sarà ridotta di circa 200 mila unità.
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