Tokio, il Nikkei riguadagna quota 9.000 punti
La Borsa di Tokyo chiude la seduta in rialzo dopo la ripresa degli scambi a seguito della festa nazionale della Cultura. Il Nikkei ha guadagnato 537,62 punti (+6,27%), riportandosi sopra quota 9.000, a 9.114,60 punti. A spingere il mercato nipponico le indiscrezioni che hanno tenuto banco durante il fine settimana e relative alla fusione, data ormai per certa, tra i due gruppi dell’elettronica di Osaka: il colosso Panasonic e la più piccola rivale Sanyo.
Ieri sera Wall Street ha chiuso la seduta in equilibrio in attesa delle elezioni presidenziali, che decideranno il nuovo inquilino della Casa Bianca. Il Dow Jones ha perso lo 0,06% a 9.319,75 punti, il Nasdaq è avanzato dello 0,30% a 1.726,18 punti, mentre l’S&P 500 ha ceduto lo 0,25% a 966,31 punti. Si guarda allo scenario politico che verrà a delinearsi dopo le elezioni, con Barack Obama che in base ai sondaggi è chiaramente in vantaggio rispetto a John McCain.
Intanto in Australia la banca centrale ha ridotto oggi il tasso ufficiale di interesse per il terzo mese consecutivo, seguendo l’esempio del Giappone e degli Usa, ed in previsione di simili tagli in Gran Bretagna e da parte della Banca centrale europea (giovedì). La Reserve Bank ha ridotto il tasso oltre le attese, di tre quarti di punto percentuale fino al 5,25%, dopo la massiccia riduzione di un punto il mese scorso.
Una decisione resa necessaria dal più forte calo dei prezzi delle case in 30 anni, mentre la produzione manifatturiera è scesa a livelli di recessione. La Reserve Bank motiva la decisione con la volatilità dei mercati azionari, l’indebolimento delle maggiori economie industriali, l’abbassamento dei prezzi delle materie prime e la svalutazione del dollaro australiano.
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