Raddoppiano gli arresti degli hacker in Giappone
Gli arresti per hacking in Giappone hanno subito un’impennata nel corso del 2007, raddoppiando rispetto all’anno precedente. Il dato è stato fornito direttamente dal Ministero della Giustizia giapponese nel report annuale sui crimini.
In particolare, nel 2007 sono state arrestate 1.442 persone con l’accusa di hacking, rispetto alle 703 arrestate nel 2006. Il numero è addirittura 10 volte maggiore a quello ufficiale del 2003.
Il Giappone ha inoltre assistito a una crescita degli altri fenomeni criminosi che coinvolgono i computer, anche se meno gravi di quello di hacking: si sono registrati in tutto 3.918 arresti, con un aumento del 9 percento rispetto al 2006.
All’interno di questa categoria rientrano reati come la violazione del copyright (che è salito dall’11 al 165 percento), distribuzione di contenuti osceni (dal 6 al 203 percento). Una buona notizia però c’è: gli arresti per il reato di pedopornografia sono scesi da 251 a 192. Al contrario continua a salire il numero di persone accusate di chiedere o proporre prostituzione infantile: da 463 a 551.
Fra le cause di questo incremento dei reati minori legati a Internet c’è la diffusione di massa delle connessioni a banda larga e dei telefoni cellulari, che erano rispettivamente di 28,3 milioni e 100,5 milioni alla fine del 2007. In un anno in Giappone le connessioni a banda larga sono aumentate del 10 percento e le vendite dei cellulari sono salite del 6 percento.
I reati complessivi sono comunque scesi del 7 percento rispetto all’anno precedente, continuando la tendenza degli ultimi cinque anni consecutivi: il computo complessivo dei reati nel 2007 è stato di 2,7 milioni, contro i 3,7 milioni registrati nel 2002.
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