Tokyo in profondo rosso, dal Giappone 100 miliardi all’Fmi
Tonfo della Borsa di Tokyo. Dopo aver toccato un passivo di oltre il 6%, il Nikkei ha registrato sul finale un ribasso del 5,25%, in scia alle perdite segnate ieri sera da Wall Street e ai timori sulla frenata dell’economia Usa e sul rafforzamento dello yen su dollaro ed euro. L’indice è sceso a 8.238,64 punti, 456,87 in meno della chiusura di ieri.
Dal fronte macro i prezzi all’ingrosso hanno avuto in Giappone un rialzo a ottobre del 4,8% su base annua e un calo dell’1,6% rispetto a settembre, la flessione più ampia in oltre 40 anni. La frenata congiunturale è l’effetto del brusco ribasso dei prezzi del petrolio e delle materie prime. I dati annuale e mensile sono inferiori alle attese degli analisti, pari rispettivamente a +5,5% e a -1%.
La crisi continua dunque a colpire economia reale e mercati finanziari. Ieri a Wall Street il Dow Jones ha perso il 4,63% a 8.291,42 punti (-406,13 punti), il Nasdaq il 5,07% a 1.500,70 punti, mentre l’S&P 500 è arretrato del 5,08% a 853,32 punti. Sul mercato Usa hanno pesato il warning lanciato dalla catena di prodotti elettronici Best Buy e soprattutto le parole del segretario al Tesoro, Henry Paulson, sull’utilizzo dei fondi stanziati con il piano di salvataggio del settore finanziario.
Paulson ha infatti sottolineato di preferire un secondo round di finanziamenti alle società finanziarie piuttosto che destinare i 700 miliardi di dollari all’acquisizione di asset tossici, come era nei piani originari. Restando in tema di intervento pubblico a sostegno delle società in crisi, il mercato scommette su un aiuto governativo alle case automobilistiche, dopo che la speaker della Camera, Nancy Pelosi, ha anticipato un provvedimento legislativo.
Aiuto più aiuto, il Giappone si prepara a mettere a disposizione del Fondo monetario internazionale (Fmi) 10.000 miliardi di yen (circa 106 miliardi di dollari) delle proprie riserve in valuta estera per l’erogazione di prestiti a sostegno delle economie emergenti colpite dalla crisi finanziaria.
E’ la proposta che il primo ministro Taro Aso si prepara a illustrare a Washington, in occasione del vertice straordinario del G20 (il summit dei leader dei Paesi più industrializzati e delle principali economie emergenti) ospitato dal presidente americano George W. Bush.
In programma domani e sabato, il summit avrà come obiettivi guida quelli di discutere le soluzioni possibili alle turbolenze finanziarie in corso, di neutralizzare il rischio di recessione globale e di lavorare a come evitare che questi fenomeni possano ripetersi in futuro.
Il Giappone è titolare di quasi 1.000 miliardi di dollari (980 per la precisione) di riserve in valuta estera, le più consistenti al mondo dopo la Cina. L’Fmi ha inoltre intenzione di erogare 200 miliardi di dollari di proprie risorse per aiutare le economie emergenti.
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