Hikikomori – Giovani in volontaria reclusione
Giovani che rifiutano la società e la vita pubblica, chiusi in casa con un unico mezzo di comunicazione: internet.
Non è il ritratto dell’adolescente di oggi ma un fenomeno comportamentale che sta prendendo piede in Giappone e che mostra tracce preoccupanti anche per la nostra società.
Li chiamano hikikomori sono giovani giapponesi, per lo più di sesso maschile, compresi in una fascia d’età che va dalla prima adolescenza fino ai trent’anni. Terrorizzati perché esclusi da un sistema sociale estremamente competitivo.
Difficile indagare le cause del fenomeno. Molti casi di hikikomori nascono a causa di problemi scolastici o disturbi di carattere psicologico ma anche per problemi lavorativi. In Giappone è motivo di vergogna per sé e per la propria famiglia essere lavoratori precari. La reazione è drastica, i ragazzi si chiudono nella propria camera per non uscirne più se non in fugaci raid notturni per procacciarsi il cibo nei market aperti 24 ore su 24, comunque in opposizione ai ritmi di vita consueti. I giovani Hikikomori lasciano la scuola, abbandonano anche gli amici, interrompono ogni tipo di comunicazione trascorrendo lunghissimi periodi in completo isolamento.
Che cosa rese tanto micidiale la tristemente nota influenza «spagnola» del 1918? A ritmi più o meno regolari viene annunciata qualche scoperta che ne «svela definitivamente» il segreto. Questa volta è il turno di ricercatori giapponesi, che hanno scoperto tre geni che avrebbero permesso al virus di attaccare i polmoni provocando una polmonite.





2008

