Pearl Harbour, il giorno dell’ infamia
L’attacco di Pearl Harbor fu un’ operazione aeronavale che ebbe luogo il 7 dicembre 1941, quando forze navali ed aeree giapponesi attaccarono la base navale statunitense di Pearl Harbor, nelle isole Hawaii. L’azione, condotta senza una preventiva dichiarazione di guerra da parte giapponese, che fu formalizzata soltanto ad attacco iniziato, causò l’intervento statunitense nella seconda guerra mondiale. L’operazione fu concepita dal celebre ammiraglio Isoroku Yamamoto, il quale la guidò mentre si trovava nella baia di Hiroshima a bordo della corazzata Nagato.
Il blitz scattò alle 7,53 di una domenica, dopo che il comandante Mitsuo Fuchida aveva lanciato l’ordine in codice ‘tora, tora, tora’, che significa ‘tigre’ e che darà il titolo ad un famoso film del 1970 che vinse l’ Oscar per gli effetti speciali. Quel giorno, l’aviazione nipponica distrusse, nella base di Pearl Harbor, una parte importante della flotta americana del Pacifico e moltissimi aerei, colpiti a terra prima che potessero levarsi in volo. All’operazione parteciparono complessivamente 360 aerei che avevano attraversato il Pacifico su sei portaerei giunte ad appena 350 chilometri dalle Hawaii lungo una rotta segreta e in silenzio radio.
La flotta era composta anche da altre unità navali, due incrociatori, nove cacciatorpediniere e unità minori. L’ attacco, che si svolse in due grandi ondate successive, fu improvviso e fulmineo e si concluse in un paio d’ore. Il bilancio per gli Stati Uniti fu di 18 navi affondate (tra cui quattro corazzate) o colpite, quasi 350 aerei (quasi tutti quelli che si trovavano nella base) distrutti o messi fuori uso, 2.390 morti (quasi mille dei quali a bordo della sola corazzata Arizona) e quasi 1.200 feriti. Solo le portaerei si salvarono essendo in navigazione lontano dalla loro base. La reazione americana fu quel giorno debole e tardiva e le perdite subite dai giapponesi nel primo attacco e in quello successivo furono relativamente scarse, meno di cento morti e una trentina di aerei perduti.
Negli Stati Uniti, quello dell’azione giapponese fu definito “il giorno dell’infamia”. Il giorno dopo il presidente Theodore Roosevelt dichiarava guerra al Giappone. Il successo conseguito a Pearl Harbor permise al Giappone di ottenere momentaneamente il controllo del Pacifico e spianò la strada ai successivi trionfi nipponici prima che gli USA riuscissero ad armare una flotta in grado di tenere testa a quella giapponese, fino alla vittoria finale nel 1945.
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