Scrittori: E’ morto Kato Shuichi, “coscienza critica” del Giappone
Lo scrittore e saggista Kato Shuichi, l’intellettuale giapponese che per decenni e’ stato additato come la ”coscienza morale” del Paese, portabandiera del pacifismo e strenuo oppositore del rinascente nazionalismo del Sol Levante, e’ morto a Tokyo all’eta’ di 89 anni. Critico letterario, studioso del pensiero, commentatore socio-politico anticonvenzionale e spesso polemico, saggista, drammaturgo e poeta, Kato Shuichi e’ uno dei nomi piu’ affermati nel panorama culturale giapponese degli ultimi cinquant’anni. Intellettuale di fama internazionale, commentatore per il quotidiano ”Asahi”, Shuichi e’ stato un rinnovatore della narrativa giapponese dove aveva immenso una buona dose delle novita’ provenienti dall’Europa della meta’ del XX secolo, in particolare attingendo dall’esistenzialismo, grazie alla sua amicizia con il filosofo francese Jean.Paul Sartre. La sua produzione e’ molto vasta ed e’ stata raccolta in 15 volumi. L’Universita’ Ca’ Foscari di Venezia, dove ha insegnato nel 1983-84, gli ha conferito nel 2000 la laurea “honoris causa” premiando l’attivita’ di una vita. L’attivita’ di Kato Shuichi ha spaziato dalla narrativa alla saggistica, dalla critica letteraria alla critica storico-artistica mantenendo costante un atteggiamento di anticonformismo intellettuale. Attivo nel campo narrativo gia’ durante gli anni della guerra del Pacifico come esponente di un movimento di rinnovamento poetico, e’ autore di numerosi saggi: fra essi spicca “Una cultura ibrida” del 1956, che anticipa la tesi ripresa in opere successive della coesistenza nella storia intellettuale giapponese di un duplice carattere, costituito dal persistere di elementi autoctoni strettamente connessi ad altri elaborati attraverso i rapporti con il mondo occidentale. Ha trascorso lunghi periodi all’estero come visiting professor in diverse universita’ americane e europee.
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