Melandri sotto shock: la Kawasaki si ritira!

Marco Melandri e John Hopkins sono a piedi, la Kawasaki si ritira. A scriverlo per primo, oggi, è stato Marco Bo di Tuttosport e non si tratta di una bo…iata: è vero. Il ravennate aveva ricevuto una mezza avvisaglia ieri ma stamane dovrebbe essergli arrivata la conferma ufficiale firmata dal megacapo Kawamura.
“Caro Marco, speriamo di lavorare ancora assieme nel futuro…”.
I motivi addotti per questa decisione, drammatica ed improvvisa, sono i soliti: la recessione economica e la necessità di tagliare quanto prima i rami secchi. La squadra è già stata informata ed al momento sono tutti così scioccati da non sapere cosa fare o cosa faranno.
Da Michael Bartholemy all’ultimo dei meccanici, la mazzata è stata incredibile, anche perché a fine d’anno c’è poco che si possa fare. Qualcuno parla di Superbike, ma come di una scialuppa di salvataggio sulla quale saltare mentre la nave affonda. Il problema è che nemmeno si sa se la scialuppa esiste.
E’ un cataclisma, anche se la Kawasaki in fondo è la più sostituibile delle Case in campo nella MotoGP. Sempre ultima, o quasi. Mai una vittoria, nemmeno quando, dall’’80 al 1982 corse con Kork Ballington nella 500 con una avveniristica monoscocca. Anche allora il top furono tre terzi posto. Un po’ poco per la marca di Akashi che così come era arrivata se ne andò.
Il risultato, ora, è che la MotoGP si ritrova improvvisamente con appena 17 moto al via: sotto il minimo contrattuale previsto nel contratto della FIM. E poi, come ha detto bernie Ecclestone a proposito del ritiro della Honda dalla F.1: è un brutto esempio. Qualcuno potrebbe essere tentato di seguirlo. La Suzuki, per esempio, vista la scarsità di risultati. Mala tempora currunt.
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2008


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