Il Governo ha il braccio corto. Letizia cerca soldi in Giappon
I soldi del Governo italiano non arrivano? Tanto vale andarli a cercare in Giappone. È questo l’ennesimo paradosso legato al caso Expo 2015. Come noto, infatti, mancano ancora 2,5 miliardi di euro per finanziare le 17 opere infrastrutturali connesse all’Esposizione universale.
Da Roma le fumate nere si susseguono: i soldi per l’evento milanese non ci sono. E così il sindaco Letizia Moratti ha deciso di rimboccarsi le maniche e andare a cercare i soldi mancanti, o almeno parte di essi, in Giappone. O meglio, è il Giappone che è venuto fino a Milano.
Pochi giorni fa a Palazzo Marino, infatti, la Moratti ha incontrato il responsabile europeo della Bank of Tokyo. Sì, perché l’istituto di credito nipponico è specializzato in operazioni di project financing, in altre parole reperimento di risorse private per finanziare opere pubbliche. La Moratti ricorda: “Abbiamo sempre indicato che nel progetto Expo ci sarebbero stati anche finanziamenti privati”.
Fondi privati ancor più utili ora che il Governo italiano da mesi latita, per non dir di peggio, sul fronte Expo. Il sindaco non lo nasconde. Anzi. I problemi non riguardano solo il reperimento delle risorse, ma anche l’avvio della macchina organizzativa dell’Expo.
“Stiamo proseguendo il lavoro per non ledere la continuità del progetto Expo”, osserva la Moratti. Che però aggiunge: “Certo, qualche difficoltà c’è, visto che la società di gestione (l’Expo 2015 Spa, ndr) non è ancora partita”.
Di chi la colpa? La Moratti ha risposto alla domanda già domenica, durante l’intervista televisiva a ‘In mezz’ora’ di Lucia Annunziata: “È il ministro dell’Economia Giulio Tremonti che da mesi blocca tutto. Il motivo? Vorrei saperlo anch’io”. Toni duri, che preoccupano la maggioranza in Comune. “Se il sindaco tira troppo la corda con Tremonti, Milano non vedrà mai i soldi per l’Expo”, osservava ieri off records un consigliere di centrodestra.
In questa fase, sia sul caso Expo che su quello Malpensa, la Moratti non risparmia attacchi al Governo Berlusconi, teoricamente “amico”, praticamente quantomeno distratto rispetto alle esigenze di Milano. Tant’è.
Il numero uno di Palazzo Marino, comunque, non sembra disposto ad arrendersi tanto facilmente. E continua a stipulare accordi internazionali di collaborazione in vista dell’evento del 2015. Ieri nella sede del Comune è arrivato Roosevelt Skerrit, primo ministro della Dominica, uno Stato caraibico: il Comune ha già reperito 300 mila euro per finanziare un sistema di rilevamento e di allerta in caso di uragani, terremoti e tsunami.
Giovedì, intanto, in calendario c’è una nuova riunione dei vertici di Expo 2015 Spa. All’ordine del giorno lo stipendio dell’amministratore delegato della società, Paolo Glisenti, braccio destro del sindaco Letizia Moratti. Sullo sfondo, la richiesta di chiarimenti sulle remunerazioni degli amministratori dell’Expo da parte del ministro dell’Economia. Il duello Moratti-Tremonti continua.
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