Kyoto difende la privacy delle geishe: campagna web anti-paparazzi
La citta’ di Kyoto, antica capitale imperiale del Giappone, scende in campo in difesa di geishe e maiko (le intrattenitrici e le loro apprendiste) dichiarando guerra ai turisti-paparazzi, disposti a tutto pur di avvicinare e immortalarle nell’antico quartiere di Gion. L’amministrazione cittadina ha deciso di intervenire dopo una serie di spiacevoli episodi, alcuni ai limiti dell’aggressione.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso si e’ avuta ai danni di una maiko, colpita involontariamente in pieno volto dall’obiettivo di un turista nipponico. La citta’ di Kyoto, come primo passo, ha avviato una campagna d’informazione sul web e presso gli agenti del settore turistico per far conoscere il problema: nel sito dell’amministrazione un messaggio in tre lingue (giapponese, inglese e cinese) invita a “rispettare la privacy di geishe e maiko”, rinunciando a inseguirle per strada e a toccare il loro kimono (l’abito tradizionale femminile).
Il turismo, tuttavia, e’ una delle risorse principali di Kyoto, che ogni anno attrae da tutto il mondo quasi 50 milioni di visitatori: una situazione che rende improponibile qualsiasi misura drastica ai loro danni, come invece e’ recentemente accaduto al mercato del pesce di Tsukiji a Tokyo dove per un mese ai turisti stranieri – colpevoli di intralciare il lavoro degli addetti – e’ stato vietato l’accesso alla famosa area delle aste mattutine del tonno.
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