La dieta di Okinawa, elisir di lunga vita

Come restare giovani? Con una dieta che arriva direttamente da un’isola del Giappone (Okinawa), dove si trova la più alta concentrazione di ultracentenari, arzilli e attivi anche da anziani. Secondo uno studio durato 25 anni e finanziato dal ministero della Salute giapponese, il segreto sta nello stile di vita (calmo e rilassato, ottimista e spirituale) e in una dieta a base di alimenti salutari (ricchi di elementi nutritivi importanti e preparati con amore) e poco calorici (come il pesce, le verdure e le spezie). Il tutto è descritto in un libro (“La dieta di Okinawa. Per essere in forma, per vivere a lungo”). È questo, quindi, l’elisir di lunga vita? Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Stefania Setti, medico nutrizionista dell’ospedale Humanitas Gavazzeni di Bergamo.

Dott.ssa Setti, la dieta di Okinawa consente di vivere più a lungo?
“Sicuramente i piatti giapponesi sono molto ricchi di elementi antiossidanti come gli acidi grassi della serie omega3, che proteggono da eventi cerebrovascolari come l’ictus, e cardiovascolari come l’infarto acuto del miocardio e contribuiscono ad abbassare i livelli di trigliceridi, a migliorare la sintomatologia di malattie a patogenesi autoimmune ed infiammatoria come, per esempio, l’artrite reumatoide e combattono i radicali liberi. Questo perché la dieta giapponese è ricca di pesce, in particolare di pesce crudo, le cui caratteristiche benefiche rimangono inalterate dalla non-cottura. Inoltre, si tratta anche di piatti poco calorici e senza condimenti grassi”.

Ma cosa distingue la dieta di Okinawa dall’alimentazione del resto del Giappone?
“A Okinawa c’è una maggiore cura (già tipica di tutto il Giappone) verso la preparazione dei piatti e il maggiore utilizzo di alcune spezie oltre al maggiore consumo di verdura. Okinawa, infatti, è un’isola importante dell’arcipelago delle Ryukyu, posta tra il Mar Cinese e l’Oceano Pacifico. Pur essendo giapponese, insomma, risente anche dell’influsso cinese riprendendo alcune tradizioni alimentari come i piatti di verdure. Inoltre, il cibo è preparato con amore. Nulla ha a che fare con i piatti pronti o cucinati e mangiati di fretta tipici della nostra epoca. Le operazioni di cucina sono spesso accostate al termine ‘tiandaa’ che significa ‘sto facendo qualcosa con amorevole sollecitudine’ oppure ‘di elaborato’. Lo stile di vita, poi, è rilassato, senza stress, si è più ottimisti ed attenti al lato spirituale. Nutrire lo spirito e la psiche, insomma, contribuisce a rimanere giovani e in forma se associato con la dieta giusta. Inoltre, a Okinawa si prediligono cibi ancora meno calorici rispetto al resto del Giappone. Si predilige il consumo di alimenti a bassa densità calorica come, per esempio, i cereali integrali che, ricchi di fibra, danno un maggiore senso di sazietà. Inoltre, per insaporire le pietanze si usano molto le spezie, che hanno un potere calorico irrilevante, ma contengono sostanze utili per la salute. Una di queste è il curry, che contiene curcuma (la curcumina ha un potente effetto antinvecchiamento ed è un ottimo rimedio contro la morte neuronale e l’invecchiamento cerebrale)”.

Può darci un’idea di dieta di Okinawa?
“Il piatto più amato è il ‘Chanpuru’, a base di verdure saltate e tofu. Questo piatto risente di influenze cinesi, giapponesi e coreane. Le verdure, che ne costituiscono l’elemento essenziale (e vengono mangiate da 7 a 13 porzioni al giorno), sono ricche di sostanze antiossidanti e contrastano i radicali liberi. Carote, cavoli e germogli di soia sono le più utilizzate insieme a un melone amaro (la goya). La frutta, invece, più calorica e zuccherina, ma fonte anch’essa di vitamine e minerali, viene consumata in quantità di 2-4 porzioni al giorno. Non è semplice riportare lo stile di vita e i piatti di Okinawa nel nostro Paese, anche se ultimamente è stato influenzato dall’alimentazione giapponese (con i sushi-bar). I miei consigli per rimanere giovani, applicabili ovunque, sono quelli di non mangiare mai oltre la sazietà, preferire alimenti a bassa densità calorica, ricchi di fibra, vitamine e minerali (cereali integrali, frutta e verdura fresche di stagione), per insaporire i piatti usare spezie ed erbe aromatiche così da limitare l’uso del sale e dei grassi, consumare pesce almeno 3 volte a settimana, limitare il consumo della carne, in particolare quella rossa, bere tanta acqua e tè verde e limitare il consumo di zucchero e condimenti preferendo quelli di origine vegetale come l’olio di oliva da consumare preferibilmente a crudo. E, se possibile, rallentare i ritmi e gustarsi il cibo con amore”.

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