Balene: Nave contro Giappone torna a inseguimento
Gli ambientalisti radicali del gruppo Sea Shepherd, che per settimane hanno ostacolato la flotta baleniera giapponese nei mari antartici, sono ripartiti oggi da Hobart nell’isola australiana della Tasmania dopo aver fatto rifornimento, pronti a riprendere la loro missione fino a marzo. Il comandante Paul Watson ha assicurato che la pausa non impedira’ il successo della protesta. ”Lo scorso anno abbiamo impedito ai giapponesi di uccidere meta’ della loro quota di 1000 balene. Quest’anno va ancora meglio, li abbiamo inseguiti per tre settimane, durante le quali non ne hanno potuto uccidere alcuna. Inoltre una delle navi arpionatrici e’ fuori uso”. In passato gli attivisti della Sea Shepherd hanno avuto duri scontri con le baleniere, lanciando bombe puzzolenti sul loro ponte e bloccando le eliche con reti metalliche. Lo scorso anno due attivisti avevano abbordato la nave ammiraglia per consegnare una lettera di protesta, mentre Watson ha affermato di essere stato colpito da spari, e di essere stato salvato dal giubbotto antiproiettile. Per il futuro, ha promesso di abbandonare le tattiche di protesta aggressive, se Australia e Nuova Zelanda avvieranno azione legale contro il Giappone. Come in ogni estate australe, la flotta ha in programma di uccidere circa 1000 balene usando una scappatoia della Commissione baleniera che consente la caccia a fini scientifici.
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