Eutanasia, primo caso in Giappone
I medici di un ospedale nel sud del Giappone hanno staccato, dopo la richiesta dei familiari, i macchinari che tenevano in vita un paziente di 60 anni in stato terminale, seguendo per la prima volta il protocollo deciso a ottobre 2007 dalla Japanese Association for Acute Medicine, l’Associazione nazionale per la cura delle sindromi acute.
Il paziente era stato ricoverato lo scorso anno in gravi condizioni in seguito a problemi respiratori, che avevano reso necessario l’utilizzo di macchinari. Dopo alcune settimane dal ricovero le condizioni dell’uomo si sono ulteriormente aggravate con complicazioni irreversibili a diversi organi vitali, portando l’equipe medica a diagnosticare solo pochi giorni di vita residua.
Conosciuta la prognosi, i familiari hanno chiesto ai medici di staccare i macchinari di supporto, adducendo come motivazione il desiderio espresso in precedenza dall’uomo di non voler continuare a vivere, in una simile evenienza, grazie al sostegno artificiale.
Il caso, che ha già attirato l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica, è il primo in cui sono applicate le nuove linee guida dell’Associazione nazionale per la cura delle sindromi acute, che prevedono la possibilità in determinati casi di ‘staccare la spina’ a malati terminali e che sono state messe a punto a ottobre 2007 dopo una consultazione tra gli iscritti durata un anno.
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