Giappone: lascia vice ministro finanze dopo vendita azioni

Il ministero delle Finanze giapponese torna ancora sotto i riflettori: dopo le dimissioni dell’ex ministro Soichi Nakagawa, finito nella bufera per l’aspetto da ‘ubriaco’ avuto al G7 di Roma dello scorso febbraio, è il vice ministro senior, Koichi Hirata, a lasciare l’incarico per aver “violato il codice deontologico” a seguito della consistente vendita di azioni.
Hirata, deputato alla Camera dei Rappresentanti dal 2003, ha presentato nel pomeriggio al premier Taro Aso le sue dimissioni (subito accettate) per aver ceduto il 2 marzo scorso un cospicuo pacchetto azionario posseduto in una società contravvenendo al codice deontologico che impone il divieto, con l’ingresso nel governo, di effettuare scambi in Borsa e l’obbligo di conferire i titoli in portafoglio a un trust.
Il vice ministro (ormai ex) ha invece ceduto a inizio mese l’8,68% di Chyoda Ute (società specializzata in pannelli plastici fondata da suo padre e quotata al Jasdaq, il listino delle start-up) a Zero System, al prezzo di 550 yen per azione, circa il doppio dei valori di mercato (290 yen), per complessivi 616 milioni di yen (4,7 milioni di euro).
Zero System, che vende prodotti petroliferi, ha tra l’altro lo stesso Hirata come suo socio principale. Il presidente della compagnia, Hirosuke Noro ha giustificato l’operazione spiegando che l’obiettivo, “dopo diversi anni di tentativi andati a vuoto, era di rafforzare i legami” con Chyoda Ute, cui fornisce carburanti.
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