Sony Ericsson e Toshiba licenziano 2.000 e 3.900 dipendenti
Fatturato quasi dimezzato da 2,70 a 1,74 milioni di euro e riduzione del margine operativo del 21% per la nippo-svedese Sony Ericcson.
Sono in previsioni tagli per 2000 posti di lavoro e una spesa di 200 milioni di euro per il riassetto. I primi tre trimestri del 2009 sono stati caratterizzati da perdite per 293 milioni di euro (lo stesso periodo dell’anno precedente registrava utili per 133 milioni). Anche l’operatività dei produttori di telefonini ha subito perdite per 369 milioni di euro (a fronte di un utile dello stesso periodo dell’anno precedente di 184 milioni). I telefonini venduti nel primo trimestre 2009 sono stati 14,5 milioni, contro i 22,3 milioni del 2008 (con un prezzo medio di vendita da 121 a 120 euro). Le aspettative complessive per l’anno 2009 prevedono una restrizione del mercato mobile del 10%.
Anche Toshiba ha annunciato perdite per 2,7 miliardi di euro nel periodo d’esercizio che va da marzo 2008 a marzo 2009. Entro marzo 2010 verranno perciò soppressi 3.900 posti di lavoro, per fare fronte alla crisi. Oltre 4.500 persone sono già state licenziate nel settore elettronico Toshiba e i nuovi licenziamenti interesseranno il paese del Giappone.
Toshiba ha annunciato oggi di attendersi, per l’anno fiscale conclusosi il marzo scorso, una perdita netta di 3,5 milardi di dollari (350 miliardi di yen), molto maggiore alle previsioni. Il colosso elettronico nipponico ha inoltre annunciato un nuovo taglio di positi di lavoro a tempo determinato per 3.900 unita’ per ridurre ulteriormente i costi. A gennaio, la compagnia aveva previsto una perdita annuale di 280 miliardi di yen.
Per combattere l’Helicobater pylori, il temibile batterio che una volta insediato nello stomaco non fa altro che sottoporre la sua mucosa alle sostanze tossiche che produce, scende in campo anche uno speciale yogurt, frutto del lavoro di ricercatori della Kyoto Women’s University in Giappone. Il nuovo prodotto, già in commercio in Giappone e Corea, è stato protagonista di uno studio su una quarantina di persone i cui risultati sono stati presentati al recente congresso dell’
Un gruppo di dimostranti ha manifestato contro la candidatura di Tokyo ai Giochi del 2016 durante il sopralluogo effettuato oggi nella capitale giapponese dalla commissione del Comitato Olimpico Internazionale. Nel secondo dei quattro giorni di ispezione i tredici delegati del Cio hanno visitato 25 delle 34 strutture di gara individuate dai promotori del progetto Tokyo 2016. I responsabili della candidatura giapponese – in corsa contro Chicago, Rio de Janeiro e Madrid – hanno sottolineato la compattezza del progetto, che in caso di successo articolerebbe l’intera kermesse olimpica nel raggio di otto chilometri dallo stadio principale. In base al progetto il nuovo impianto dovrebbe avere una capacità di centomila spettatori. Proprio nei pressi del sito scelto per lo stadio Olimpico un piccolo gruppo di dimostranti ha accolto i delegati del Cio al grido di “Tokyo non ha bisogno delle Olimpiadi”. I responsabili della candidatura nipponica hanno minimizzato l’accaduto sostenendo di contare sull’appoggio del 70% della popolazione giapponese.
Gli manca solo la parola ma profuma di futuro. Si tratta del nuovo Toshiba WS026T, un innovativo netbook frutto della ricerca ingegneristica della farm giapponese, che farà a breve il suo ingresso nel mercato dei mini-laptop.
Un brivido lungo la schiena. Questa potrebbe essere la sensazione provata dagli amanti del Giappone mentre viene nominata la parola shinobi. Termine alle volte logoro, sfocato, lontano da ogni probabile riferimento storico reale.



2008

