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Il conto shock del Passetto arriva in Giappone: «Pranzo da 90mila yen»

Condividi | Inserita da Ale in Cronaca alle 18:47 | via ilmessaggero.it

Con qualche giorno di ritardo, la disavventura romana della coppia giapponese al ristorante “Il Passetto” è rimbalzata sui media nipponici: nessun eccesso, ma spazio ai protagonisti della vicenda. Qualche piccolo accenno su alcuni siti on line poi l’Asahi Shimbun di questo pomeriggio, a pagina 12, ha dato conto della vicenda e, soprattutto, descritto il conto indigesto da 700 euro, in un articolo dall’eloquente titolo «pranzo da 90mila yen in un ristorante romano». A due giapponesi «un conto illegale», sintetizza il sottotitolo, che ricorda poi il giudizio del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sul fatto che «il ristorante non deve più aprire».

La ricostruzione del secondo quotidiano per diffusione del Sol Levante, fatta citando in gran parte la stampa italiana, ricorda che Il Passetto, un ristorante storico e molto noto per i vip che vi hanno mangiato (da Grace Kelly a Leonardo DiCaprio a Harrison Ford), è pure molto famoso nelle guide su Roma in Giappone.

Il giornale ricorda i prezzi di alcune portate (antipasto 142 euro, pasta 208 euro) e la mancia da 115 euro concessa “d’imperio”: insomma alla fine del pranzo una vera «sorpresa». La coppia ha protestato decidendo poi di denunciare il tutto alla Polizia. Le ispezioni sanitarie hanno fatto il resto, mentre il gestore si è difeso dicendo di aver «servito cibo super, super esclusivo, come le 12 ostriche e l’astice».

Regione: c’è legge “trasparenza”. «Quello che è avvenuto a Roma è un grave caso di violazione della legge regionale in materia di somministrazione. Una legge, quella sui pubblici esercizi, approvata dalla Pisana nel 2006, che, all’articolo 16, stabilisce precise regole di trasparenza riguardo all’esposizione dei prezzi al pubblico. Il principio ispiratore della legge è che i clienti ed i turisti conoscano, prima della presentazione del conto, quanto spenderanno per le pietanze ed il servizio. Per questo ristoranti e bar sono tenuti ad esporre i listini dei prezzi, ben visibili sia all’interno che all’esterno del locale, con la chiara indicazione di eventuali maggiorazioni in caso di consumazione al tavolo o per l’asporto».

Lo afferma, in una nota, l’assessore alla Pmi, commercio e artigianato Francesco De Angelis in riferimento all’increscioso episodio che nel centro di Roma ha visto vittime due turisti giapponesi. «Un episodio ‘isolatò – si legge nella nota – ma che evidenzia ancora di più l’esigenza di piena applicazione della normativa da parte dei Comuni». «Tra l’altro – prosegue l’assessore – la legge prevede anche la soppressione dal menu del ‘copertò, un balzello anacronistico, che in altre capitali europee non esiste. Molti ristoranti di Roma e del Lazio, attuando la nostra legge, l’hanno soppresso, ma talvolta, purtroppo, ancora si trovano locali che violano la normativa, e i consumatori devono sapere che tali violazioni sono sanzionate a livello pecuniario».





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