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La stampa nipponica: «Meno giapponesi in Italia, a Roma prezzi illegali»

Condividi | Inserita da Ale in News varie alle 18:47 | via ilmessaggero.it

I turisti giapponesi in arrivo in Italia sono «in rapido declino» a causa del supereuro e della nuova influenza, ma anche per i «servizi di bassa qualità» e i «prezzi illegali» di ristoranti e taxi, soprattutto a Roma.

In una corrispondenza dalla capitale di Shinya Minamijima, l’Asahi Shimbun, secondo quotidiano più diffuso del Sol Levante con 5 milioni di copie diffuse al giorno, traccia un quadro sul Belpaese preoccupante, a poche settimane dal conto-truffa da 700 euro che una coppia di turisti nipponici si è vista addebitata in un ristorante romano.

La testata dedica addirittura l’apertura all’interesse del Sol Levante per il Belpaese. L’articolo (dal titolo “Il turismo in Italia, rapido declino”) rileva che i turisti giapponesi diminuiscono velocemente: «Quest’anno – scrive l’Asahi – si prevede che il flusso si dimezzi rispetto al massimo storico». Il Belpaese, che ha «più beni turistici e architettonici al mondo e che prima era la meta preferita per chi andava in Europa», ha registrato nel 2007 solo 1,47 milioni di giapponesi sbarcati negli aeroporti, secondo l’Ente del turismo italiano, un livello lontano dal picco di 2,17 milioni del 1997. Nel 2009, l’Ente stima «un forte decremento a un milione di visitatori», mentre al momento, i posti europei preferiti dai turisti del Sol Levante sono Francia e Germania, «che hanno superato l’Italia».

I sondaggi dell’Ente turistico nipponico individuano le cause del decremento «nell’aumento dei flussi verso la Cina che costa meno», in aggiunta al supereuro e al caro greggio, che ha reso i voli più cari. Questi ultimi fattori sono parzialmente rientrati, ma se ne sono aggiunti altri nel frattempo: ad esempio, nella Golden Week, la settimana festiva giapponese “sacra” di inizio maggio, c’è stata l’esplosione della nuova influenza che ha frenato le partenze verso l’estero.

I giapponesi residenti a Roma, tra i quali diplomatici e dipendenti del ministero degli Esteri, dicono – rileva l’Asahi citando un sondaggio – che «gli hotel e i ristoranti hanno servizi scadenti», non proprio il massimo per un Paese pieno di bellezze culturali e artistiche. C’è poi il problema dei prezzi «illegali praticate da ristoranti e tassisti», che non aiutano la formazione del cosiddetto turismo “ripetuto”, cioè dei visitatori che tornano per approfondire la conoscenza del Paese, riferisce l’associazione dei tour operator giapponesi.

Agenzia turistica giapponese: tassisti abusivi le truffe più frequenti. «Riceviamo decine di segnalazioni al mese di turisti giapponesi, nostri clienti, che dicono di essere stati imbrogliati o derubati. Tra le truffe più frequenti, quelle dei tassisti abusivi, qualcuno è arrivato a farsi pagare oltre 100 euro per la tratta Fiumicino-Roma centro, che normalmente è di circa 40 euro». A riferirlo è Hiroko, manager di un’agenzia di turismo giapponese a Roma. Hiroko ha anche spiegato che «negli ultimi tre anni le vacanze dei giapponesi a Roma sono diminuite del 50%-60% e del 30% rispetto all’anno scorso. Oggi nei mesi più affollati di turisti, come agosto, i visitatori nipponici arrivano a oltre 4mila». «Tra le lamentele dei nostri clienti – ha aggiunto Hiroko – i prezzi alti in Italia rispetto al Giappone e agli altri Paesi del Vecchio Continente, la disorganizzazione dei servizi, dalla ristorazione alla ferrovie, e la sporcizia di alcune strade».

«Siamo pronti al confronto con i giornalisti che dell’Italia danno questa lettura», ha commentato il vice sindaco di Roma con delega al Turismo Mauro Cutrufo, spiegando che «siamo attesi a Tokyo per una visita con il presidente della Repubblica e porteremo le nostre eccellenze. Sono però stupito – ha aggiunto – perché solo pochi giorni fa giornalisti giapponesi hanno ascoltato e apprezzato proprio nel mio ufficio i nostri progetti, soprattutto quelli legati alla realizzazione del II Polo turistico della Capitale e, in previsione del viaggio in Giappone, stiamo predisponendo un testo, anche in giapponese, per spiegarne i dettagli». Certo, ha ammesso Cutrufo, «c’è stato un episodio odioso», riferendosi al conto eccessivo pagato da turisti giapponesi per un pranzo in un ristorante nel centro di Roma «ma non penso possa essere preso ad esempio come l’unica offerta turistica e ricettiva del nostro Paese».

«L’articolo pubblicato dal giornale giapponese non fa che aumentare la nostra volontà di garantire una maggiore trasparenza del turismo della città»: lo afferma in una nota Alessandro Vannini, presidente della Commissione Turismo del Comune di Roma. «La nostra Commissione ha già presentato il progetto di una carta della trasparenza denominata “Easy Rome” che dovrà tutelare il turista straniero da eventuali truffe e imbrogli. Nelle passate amministrazioni si era arrivati ad una situazione di totale abbandono del turista costretto a cavarsela da solo tra le tante situazioni di illegalità prosperate nel corso degli anni. La leggera ripresa delle presenze turistiche nella capitale – conclude Vannini – ci fa ben sperare sul futuro di Roma e sulla possibilità che questa possa tornare a primeggiare a livello internazionale».

La replica dei tassisti. «È pretestuoso prendersela con i prezzi dei taxi romani dato che a Roma, ci sono le tariffe più basse d’Italia, a differenza di altre città del nord Italia dove sono più alte del 30%». Così Loreno Bittarelli, presidente nazionale di Uritaxi, il «tassinaro» ribelle che bloccò Roma e guidò la rivolta dei suoi associati contro la liberalizzazione del servizio, commenta un presunto calo dei turisti giapponesi in Italia, spaventati da prezzi illegali di taxi e ristoranti.





1 commento a “La stampa nipponica: «Meno giapponesi in Italia, a Roma prezzi illegali»”

  1. Beh da una parte son contento perché così l’Italia “potrebbe” cominciare a cambiare (in meglio ovviamente) ma dall’altra mi dispiace della reputazione che ci siamo fatti nei confronti dei nostri amici nipponici… :( Spesso mi vergogno di essere italiano…

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