Prende forma il governo Hatoyama
Dopo la schiacciante vittoria elettorale di domenica scorsa del Partito democratico, che mette fine al dominio quasi incontrastato per oltre mezzo secolo dei liberaldemocratici, Yukio Hatoyama sarà nominato dalla Dieta come primo ministro il 16 settembre e il giorno dopo darà vita a un esecutivo centrista con venature di sinistra. Hatoyama ha deciso di dare posizioni-chiave a due ex capi del partito. Naoto Kan sarà il suo vice e avrà la responsabilità del nuovissimo Ufficio per la Strategia nazionale, un organismo senza precedenti finalizzato a rafforzare i poteri dei politici nei confronti della burocrazia. Una delle promesse della campagna elettorale è stata proprio quella di una migliore governance del Paese e di una vera e propria lotta alla burocrazia, accusata di promuovere molti sprechi e i propri interessi a scapito di quelli più vasti del Paese. Naoto Kan anni fa è stato ministro della Sanità e in quella veste fu l’unico politico che mai abbia fatto emergere uno scandalo che la burocrazia ministeriale voleva insabbiare: sembra quindi l’uomo giusto al posto giusto, anche se alcuni osservatori temono che le strutture ministeriali possano cercare di frenare o sabotare il nuovo indirizzo. Ministro degli esteri sarà Katsuya Okada, che ha studiato ad Harvard e ha contatti negli Stati Uniti: a lui il compito di trovare una formula per una linea più autonoma da Washington che pero’ non porti a tensioni con l’alleato. Okada e Hatoyama sono fautori di un ruolo più spiccatamente asiatico del Giappone. Hatoyama si è spinto persino a ipotizzare una futura moneta unica asiatica sul modello dell’euro. Lunedì, infine, dovrebbe essere indicato come ministro delle Finanze Hirohisa Fujii, un veterano di 77 anni con il difficilissimo compito di promuovere il rilancio di una economia duramente colpita dalla recessione globale, a fronte di un disavanzo statale al livello piu’ alto tra i Paesi avanzati. A guidare il Partito Democratico come segretario generale sarà il potente Ichiro Ozawa, artefice della strategia elettorale vincente: molti dei nuovi deputati gli devono il seggio e per alcuni osservatori potrebbe essere lui l’eminenza grigia del nuovo corso politico giapponese. Con il rischio di diventare ingombrante per il premier.
Related posts |






Lascia un commento