Storica Italia ai Mondiali. Supera il Giappone e si salva
Sull’orlo del burrone, cioè a un passo dall’eliminazione anticipata, l’Italia del baseball ruggisce e conquista una vittoria preziosa e soprattutto prestigiosa contro il Giappone per 6-4. Ai Mondiali non battevamo i nipponici dal 1982 a Seul in Sud Corea per 3-2 e dunque si può parlare di impresa storica sul diamante di Novara, davanti a un migliaio di appassionati infreddoliti che gli azzurri hanno saputo conquistare giocando una partita tutta cuore, più ordinata, pungente in attacco ed efficace sul monte. Per vincere, del resto contro la seconda potenza del baseball mondiale, devono funzionare tante cose. Per la nazionale di Mazzieri è il sussulto dell’orgoglio, ma anche la risposta alla validità di un gruppo che dopo 3 sconfitte di misura contro Taiwan, Messico e Australia, sembrava a rischio smobilitazione. E invece in un Mondiale ricco di risultati sorprendenti, questa vittoria dell’Italia arriva al momento giusto, per risollevare il morale e tenere vivo l’interesse su un Mondiale comunque tremendamente difficile. A Reggio Emilia, domani sarà un’altra sfida senza appello contro il Canada: vincendo ancora potremmo tenere ancora un po’ vive le speranze di qualificazione alla terza fase. Dopo il Canada affronteremo gli Usa domenica sera a Torino, e se sarà necessario lunedì nel recupero le Antille Olandesi, obiettivamente abbordabili. Ma per qualificarci dovremmo comunque battere il Canada e sperare che Taiwan batta i nordamericani. Operazioni ardite, ma possibili.

COLPO GIZZI — Una partita gradevolissima e a tratti spettacolare, questa col Giappone. E’ ancora Ramos Gizzi, l’italo-venezuelano a mettersi in evidenza nell’attacco azzurro al primo inning: ma il suo doppio non è sorretto dall’aiuto degli altri. Così è il Giappone al secondo inning a toccare Grifantini: con Suzuki, ultimo del line up, al quale basta un singolo per portare a casa due punti. Per l’Italia è già buio nello stadio bomboniera di Novara, dove sono stati capaci di organizzare le cose in grande pur essendo una realtà che milita in serie B. Il Giappone si fa ammirare per la sua velocità sia in difesa, chiusa, che sulle basi: e slider, cambi e dritte del partente Higa non sono quasi mai intercettate dalle mazze azzurre. Salvo quando Andrea Chiarini si ricorda di quanto sia tavolta pesante la sua mazza da spedire sulla recinzione di sinistra una pallina incerta dell’asiatico all’esterno sinistro. E’ il secondo fuoricampo dell’Italia in questo Mondiale sofferto, ed è il punto del 2-1 che tiene aperta la sfida. Che l’esterno parmigiano Leonardo Zileri rimette in parità con un altro splendido fuoricampo a destra. L’unico rammarico è che si sia trattato di due solo-homer, e per una squadra povera di punti sarebbe stata proprio un’altra cosa allungare nel punteggio avendo portato uomini in base.
ERRORI — Potremmo chiudere il sesto inning senza danni, ma riusciamo sempre a complicarci la vita: con 2 out, Imperiali incorre in due errori di assistenza che costringono Mazzieri a 2 cambi di lanciatori e fanno occupare le tre basi al Giappone. Tocca a D’Amico, che chiude l’inning e ci fa respirare. Anche il Giappone è costretto a cambiare lanciatori con l’Italia per la prima volta a basi piene e zero out, dunque in una situazione assai propizia per allungare, portarsi avanti. Prima grazie a Chiarini colpito entra il 3-2, poi Francesco Imperiali si fa perdonare l’errore di assistenza precedente spedendo un doppio a destra che frutta ben 3 punti. Sul 6-2 adesso l’Italia respira bene. E deve pensare soltanto a difendere il punteggio e a non subire beffarde rimonte come quella contro l’Australia del giorno prima a Parma. Il Giappone non ci sta a perdere neanche nell’ultimo attacco, reagisce su Torres con un bunt che mette confusione nel diamante azzurro: sul 6-3 gli asiatici restano a basi piene con un out, quindi arriva su base forzata il quarto punto ma Franklyn Torres con due strike out chiude la sfida. Spettacolare.
MAZZIERI FELICE — “Ancora una volta – dice il manager azzurro Marco Mazzieri – è stata una grande prova dei lanciatori, complimenti a Grifantini dopo la non buona prima partita, è stato eccellente D’amico, è Torres ha avuto un grande cuore nel chiudere il match. Sì, abbiamo sofferto nel finale ma questa vittoria vale un torneo, battere il Giappone è qualcosa di prestigioso e storico. E la squadra in attacco mi è piaciuta tanto rispetto all’Australia”.
CUBA PERDE — Clamorosa, infine, la sconfitta di Cuba nel girone olandese ad opera di Portorico per 5-2. Così è solo l’Olanda a rimanere imbattuta. Ma i rivali europei azzurri stavolta, hanno risposto…
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