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10  gen
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Il lato buono del dolce

Inserita da Ale in Scienza e tecnologia alle 13:03 | via corriere.it

MILANO – La notizia farà piacere ai tanti amanti del dolce anche se, si scopre ben presto, non è un lasciapassare per mangiare torte, gelati e biscotti a volontà. Ciononostante, fa piacere scoprire che il gusto dolce «accende« un gruppo di neuroni nel cervello che sprona i muscoli a consumare zuccheri, portando a una riduzione della glicemia nel sangue.

TOPOLINI – Prima che i golosi di dessert cantino troppo vittoria, bisogna precisare che la novità arriva da topolini di laboratorio: tutto da verificare che succeda lo stesso nell’uomo. Ciò premesso la scoperta di Yasuhiko Minokoshi e Tetsuya Shiuchi, due medici dell’Istituto Nazionale di Scienze Fisiologiche del Giappone, è interessante: per la prima volta si è verificato che un pasto piacevole in cui viene sollecitato il gusto dolce, o anche la semplice aspettativa di un pasto simile, attiva i neuroni cerebrali che producono orexina, ovvero un ormone cerebrale correlato al ciclo sonno-veglia e al consumo di cibo. I due, che pubblicano i loro risultati su Cell Metabolism, hanno scoperto che stimolare la sintesi di orexina con cibi dolci porta all’attivazione del metabolismo del glucosio nei muscoli, e non nel tessuto adiposo. La faccenda si risolverebbe, in ultima analisi, in una riduzione del glucosio nel sangue.

UOMO – L’orexina, che anche nell’uomo regola l’orologio biologico e il consumo di cibo, sarebbe perciò molto influenzata dalle abitudini alimentari. Nell’uomo il tutto si potrebbe tradurre così: «Pasti gustosi che includano cibi dolci ma non ipercalorici, consumati in compagnia e con piacere, potrebbero ridurre l’iperglicemia attraverso l’attivazione dei neuroni che producono orexina – dice Minokoshi –. Al contrario abitudini alimentari irregolari, con pasti calorici e veloci soprattutto alla sera, porterebbero più facilmente a un eccessivo carico di glucosio nel sangue e all’obesità. I neuroni che producono orexina, infatti, sono meno attivi di notte: mangiare poco prima di andare a letto non li stimola come si deve, facilitando la comparsa di iperglicemia». Pasti regolari, quindi, indulgendo al sapore dolce. Magari scegliendo un sorbetto anziché un millefoglie.





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