Governo annuncia ritocchi a tassa sui consumi
Le tasse sui consumi in Giappone potrebbero crescere già dal prossimo marzo per fare fronte a una situazione fiscale deteriorata. Lo ha annunciato il ministro delle Finanze di Tokyo, Naoto Kan, parlando della più vasta riforma fiscale che il governo del primo ministro Yukio Hatoyama sta preparando. L’annuncio è giunto mentre lo stesso gabinetto nipponico rendeva noto il valore della contrazione dell’economia nazionale nel 2009: il 5 per cento. Un calo netto, appena contenuto dalla ripresa del Pil nell’ultimo trimestre del 2009. Tra ottobre e dicembre la crescita del Pil in Giappone ha segnato il +1,1 per cento, al di sopra delle previsioni degli analisti che avevano immaginato quota 1 per cento. Nonostante il tonfo su base annuale, il Sol Levante resta, dopo gli Usa, la seconda economia mondiale evitando per un altro anno il sorpasso da parte della Cina. Il Pil nominale di Tokyo si assesta a cifra 5.075 miliardi di dollari contro i 4.900 della Repubblica popolare.
La possibilità di aumentare la tassa sui consumi, spiega The Japan Times, contrasta con la piattaforma elettorale del Partito democratico giapponese – al potere da pochi mesi con Hatoyama dopo 46 anni filati di opposizione – che aveva rinunciato a nuove tasse, puntando invece sui tagli di spesa. “Non toccheremo la tassa sui consumi per quattro anni”, aveva annunciato Hatoyama mentre la crisi obbligava Tokyo ad aprire i rubinetti della spesa sociale. In definitiva, sono molto stretti i margini di manovra del suo esecutivo. Con un debito che punta a quota 200 per cento del Pil, la necessità di trovare nuove entrate è sempre più impellente. D’altro canto Hatoyama può cercare di rimodulare il carico fiscale senza però aggravarlo: un aumento delle tasse potrebbe mettere a repentaglio la ripresa economica che senta a ingranare.
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2008


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