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Non abbiamo idea di dove, esattamente, sia stata scattata questa foto. L’unica cosa che sappiamo è che si trova da qualche parte in Giappone (avevate dubbi?). E’ una statua gigantesca messa a cavalcioni del ponte ferroviario e con le gambe che arrivano giù fino alla strada. Ora, quello che vorremmo sapere è: perché tutto questo? L’unica speranza è che sia un’istallazione momentanea, in occasione di qualche festival manga o roba del genere.
Aggiornamento: Su Japanforever.net si è aperto un dibattito su questa news e sulle veridicità della stessa. Alla fine, grazie all’ utente Neox76, si è scoperto “l’ inganno”, potete trovare le fasi della costruzione della statua a questo indirizzo.
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I giapponesi sono strani, lo sappiamo. Quando si parla di sesso, poi, diventano particolarmente strani. Il pupazzetto che vedete è un cult tra gli studenti dell’isola di Hokkaido. Si chiama Marimokkori. Il nome è la crasi tra Marimo, un’alga tonda che si trova nel mare intorno all’isola, e Mokkori, un termine giapponese usato quando… ehm… si è mooolto contenti di vedere una ragazza.
Marimokkori è un’alga che indossa una tipica tuta da ginnastica usata nelle scuole di Hokkaido sulla quale è stampato il suo nome. Tra le gambe ha un leggero gonfiore: se lo si tira verso l’esterno Marimmokkori vibra per l’emozione.
Dal Giappone una stranissima attrezzatura a scopo educativo, si tratta di un contamorsi simile a una museruola da applicare al volto del bambino per insegnargli a masticare piuttosto che a trangugiare e ingoiare. Ma vediamo nei dettagli questo gadget nipponico.
Si sa che i bambini tendono a mangiare in modo poco educato: bocca aperta, uso improprio delle mani, rutto libero e soprattutto poca masticazione. In special modo per i piatti meno graditi esiste sempre il trucco del rimpinzare la bocca di pane e giù tutto di un colpo col rischio di soffocare.
Ma il designer giapponese Nitto Kagaku sa bene quanto sia poco educato mangiare ingoiando grossi pezzi e quanto possa nuocere alla salute: da sempre è consigliato masticare lentamente, così anche da assaporare meglio i cibi cucinati. Così ecco un’attrezzatura simile a uno strumento di tortura, da applicare sul viso del bambino che carpisce il numero dei morsi e delle masticazioni mostrandole subito sul display. Raggiunto il numero 1000, parte una musichetta di congratulazioni. Beh, una vera giapponesata da brividi! Qui ulteriori foto del conta-morsi
Con il pesce pescato stanotte nella baia di Wakasa, sta per essere preparato il sushi del vincitore («katsumaki»): la cittadina di Obama, a dispetto della scaramanzia, ha già predisposto un ampio programma di celebrazioni in onore del senatore dell’Illinois con il quale condivide il nome. Per questioni di fuso orario, l’attesa dei risultati in questo angolo del Giappone occidentale (circa 500 km a sudovest di Tokyo) avviene sotto la luce di uno splendido sole autunnale. Il «Museo della storia del cibo» riunisce molte persone che sperano, con la vittoria di Obama, in un rilancio turistico e di immagine della loro cittadina (32mila abitanti). L’attesa inizia al suono del compact disk «Obama, beautiful world» rilasciato da una band il cui capo è di queste parti, e in programma c’è anche «Oba-renja», una specie di show in costumi («cosplay») che fa il verso al mondo delle «anime» (l’animazione giapponese, che ha conquistato l’immaginario mondiale). «Abbonderanno musiche e danze hawaiane, in omaggio al lugo di nascita di Obama» afferma Satoru Wada, che indossa una casacca rossa con uno stemma pro-Obama e sarà uno dei ballerini (la maggioranza sarà però femminile). Il clou delle celebrazioni è previsto in una serata che sarà aperta dal responsabile dell’associazione locale dei sostenitori del candidato democratico, Seiji Fujiwara. Interverranno il sindaco Kouji Matsuzaki e il suo precedessore Toshio Murakami, il primo a contattare l’astro emergente della politica americana: proporranno al pubblico di formare una delegazione che si recherà a Washington per l’insediamento del presidente, ma anche di sottoscrivere una petizione per invitare Obama a visitare Obama. Ospite d’onore è l’Ambasciatore del Kenia. Oltre alle T-shirt è in vendita una edizione speciale di cravatte. Nessun problema per il cibo: oltre al sushi Katsumaki, la scelta è tra gli «Obama noodles» (spaghettini «per la pace») , gli «Obama onigiri» (involtini di riso) e per i più americanizzanti gli «Obama burger». Per chiudere, i tradizionali dolci «manju», naturalmente targati Obama.