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Archivio per la categoria ‘Cultura’

09  nov
8

Shunga: arte e letteratura nell’erotismo giapponese

Inserita da Ale in: Cultura alle 12:00 | Fonte: -

Avevo già scritto rigurado la “Shunga. Arte ed Eros nel Giappone del periodo Edo”.

La Fondazione Mazzotta, organizzatrice di tale mostra, ha progettato una serie di eventi collaterali, così da approfondire in più direzioni i contenuti di una mostra raffinata, innovativa e fuori dagli schemi.

Ecco il comunicato stampa che ho ricevuto e che pubblico:

Giovedì 12 novembre ’09 ore 18.30

Shunga: arte e letteratura nell’erotismo giapponese

Intervengono: Marco Fagioli (critico ed esperto di arte giapponese, curatore del catalogo)

Francesco Paolo Campione (Direttore Museo delle Culture di Lugano e commissario della mostra)

Cristiana Ceci (giornalista e nipponista, curatrice di Sex & Sushi, Oscar Mondadori)

Modera: Martina Mazzotta

In collaborazione con il Museo delle Culture di Lugano

Palazzo Reale, Sala Conferenze (piano terra) – Ingresso libero fino a esaurimento posti

(continua…)


09  ott
15

Mostre: a Milano l’ arte e l’ eros dell’ antico Giappone

Inserita da Ale in: Cultura alle 19:14 | Fonte: libero-news.it

Presentare la piu’ grande esposizione mai realizzata dedicata alle stampe giapponesi di soggetto erotico. Questo l’obiettivo della ”Shunga. Arte ed Eros nel Giappone del periodo Edo” che verra’ proposta a , nel Palazzo Reale, dal 21 ottobre al 31 gennaio 2010. La , promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, segue il successo della precedente esposizione ”Samurai” ed e’ allestita dalla Fondazione Antonio Mazzotta. E’ il risultato di una lungo lavoro condotto dal Museo delle Culture di Lugano, che ha ideato l’esposizione e coordinato la ricerca scientifica. La e’ il frutto di una collaborazione tra il capoluogo lombardo e la citta’ svizzera, dove si spostera’ nell’autunno del 2010 e rientra nel programma ”Milano-Mondo”. L’obiettivo del progetto e’ quello di elaborare e proporre linee concrete di azione per la crescita della metropoli lombarda nel panorama artistico globale in previsione di Expo 2015.

Gli Shunga, termine giapponese che letteralmente significa “immagini della primavera”, sono opere a soggetto erotico considerate tra le piu’ significative espressioni della corrente artistica dell’ukiyo-e. Create con la tecnica della stampa xilografica (dal 1791 anche policroma), esse raggiunsero la loro massima fioritura nel periodo dello shogunato dei Tokugawa, tra il 1603 e il 1867. Gli Shunga esprimono i valori del nuovo ceto borghese delle grandi citta’ – composto da mercanti, artigiani e artisti, escluso dal potere politico, ma economicamente fiorente – con il quale si affermo’ in quegli anni una concezione edonistica dell’esistenza, in contrasto con la rigida morale neoconfuciana, sostenuta dalla classe guerriera dei Samurai che reggeva il governo centrale del Giappone.

Questi cittadini offrivano un esempio di vita raffinata, ostentando il lusso, organizzando feste, frequentando i teatri e le case di piacere: cosi’ il termine ukiyo-e, che designava l’arte ispirata a tale genere di vita, diventa sinonimo di ”moderno”, alla moda, esprimendo una sorta di filosofia incentrata sul gusto di un’esistenza piacevole e, per quanto possibile, appagante dei desideri personali. Collezionate segretamente in Europa, a partire dalla seconda meta’ dell’Ottocento, dopo che il Giappone fu costretto ad aprire le sue isole alle navi straniere e agli scambi commerciali col mondo occidentale, esse furono motivo di ispirazione diretta di letterati e artisti della levatura di Zola, di Van Gogh, di Toulouse-Lautrec e di Klimt, e influirono in modo significativo sulla riflessione artistica nell’ambito dell’Orientalismo della fine del XIX e dell’inizio del XX secolo.


09  ott
11

Esotico e bizzarro, il mondo fantastico delle ceramiche Banko

Inserita da Ale in: Cultura alle 10:48 | Fonte: -

http://img19.imageshack.us/img19/3590/logomostrabanko.jpgVersOriente è lieta di presentare, per la prima volta in Europa, la “Esotico e Bizzarro, il Mondo Fantastico delle Ceramiche Banko”, nata da un’idea della prof. ssa Daniela Sadun, titolare dell’insegnamento di Yamatologia presso la Facoltà di Studi Orientali della “Sapienza” Università di Roma, e organizzata assieme a VersOriente nell’ambito delle attività della prestigiosa Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte, arrivata quest’anno alla sua XXV edizione.

L’origine della ceramica Banko risale al 1740 circa, quando Numanami Gozaemon (noto anche come Nunami Rozan, 1720 ca. – 1795), dopo aver appreso l’arte della ceramica a Kyoto, iniziò la sua attività nel villaggio di Kuwana (attuale prefettura di Mie) e creò, per i pezzi che produceva, il marchio Banko Fueki.

La mostra, prima nel suo genere in Europa, si terrà dal 18 ottobre all’8 novembre 2009 presso il Museo Internazionale della Caricatura di Tolentino (MC).

(continua…)


09  giu
1

L’universo della musica tradizionale giapponese

Inserita da Ale in: Approfondimenti, Cultura alle 10:14 | Fonte: sistemamusica.it

http://www.sistemamusica.it/2009/giugno_luglio/img/11_c.jpgIl Giappone è vicino… o almeno così sembrerebbe: importanti mostre presso grandi gallerie, raffinati ristoranti giapponesi ovunque, cartoni animati sugli schermi e film di Ozu nei cinema d’essai… Anzi, il Giappone è di moda, dai più raffinati prodotti di design – che sia abbigliamento, arredamento, grafica – alla letteratura, i manga, i corsi di lingua, di arti marziali e calligrafia… Eppure c’è qualcosa della raffinatissima estetica giapponese che affascina ma sfugge, che conquista ma inquieta nello stesso tempo. La musica sembrerebbe il luogo più idiosincratico; oggi certi generi hanno un successo di nicchia, ma la musica giapponese in generale è abbastanza ignota, dopo essere stata a lungo considerata, anche da persone di cultura come i padri gesuiti nel XVI secolo sino agli intellettuali europei entrati nell’arcipelago da poco più di un secolo, «un tormento [...] che invece i giapponesi trovano bellissimo».
In realtà la chiave per accedere alla bellezza della musica giapponese è la stessa che apre i tesori delle arti visuali o letterarie, anzi la musica può mediare una comprensione “emotiva” di quei concetti di rigore, asciuttezza e formalizzazione estrema che sono tipici dell’estetica giapponese. Peculiare della musica giapponese è che i suoi autori hanno saputo, nel corso del tempo, assimilare e in certo senso “perfezionare” gli apporti provenienti dal contatto con culture straniere, rielaborandoli alla luce dei propri valori estetici, ma anche e soprattutto preservarli dal diventare qualcos’altro nel corso del tempo. Ognuna delle varie forme musicali ancor oggi praticate – di cui molte verranno presentate nel corso di MITO – è sorta come espressione di un determinato ceto sociale, si è perfezionata e poi mantenuta relativamente immutata nei fondamenti anche dopo la fine dell’egemonia di quel ceto sociale.

(continua…)


09  mag
28

Il MiTo tra Giappone e Futurismo

Inserita da Ale in: Cultura alle 18:41 | Fonte: milano.cronacaqui.it

http://www.araldicacivica.it/vecchio%20sito/Lombardia/Comuni%20mi/milano.gifCresce e si allarga “MiTo – Settembre Musica” che presenta una terza edizione (dal 3 al 24 settembre) più ricca e propositiva: 213 gli appuntamenti della locandina, 160 concerti fra classica, pop, rock, jazz, etnica, molti gratuiti o a prezzi popolari; 17 prime esecuzioni; 3 maratone musicali a e 2 spettacoli di danza a Torino, 2 mostre; 17 concerti-spettacolo per bambini e ragazzi; 107 sedi coinvolte (e un finale “fuori porta” al Carlo Felice di Genova con la giapponese Orchestra Imperiale Reigakusha).

«Il Festival è un unicum – spiega Letizia Moratti, sindaco di Milano – un’offerta musicale straordinaria per ampiezza e qualità in una che permette di rafforzare l’attrattiva delle due città». «Settembre Musica, diventando “MiTo”, si è fatta più attraente senza perdere le proprie radici culturali e l’idea di un festival che offre musica di tutti i tipi, di elevata qualità e che si rivolge al più vasto pubblico possibile», le fa eco il sindaco di Torino Chiamparino.

Il presidente Francesco Micheli ha invece evidenziato la capillarità della manifestazione, il budget a disposizione (5 milioni e mezzo di euro per Milano e 4 per Torino) e il rinnovarsi dell’attenzione verso i giovani con tante iniziative a loro dedicate e una fitta schiera di interpreti e compositori “under 40” presenti in cartellone.

“MiTo” conferma la capacità di offrire una scelta che spazia in ogni genere musicale, con oltre 3400 artisti invitati ad animare i quattro-cinque concerti giornalieri previsti per ogni giorno del Festival. «Il dilemma per il pubblico è tra l’ascoltare quello che già si conosce o quello che è ancora ignoto», ammette il direttore artistico Enzo Restagno.


09  mag
27

Tamburi incalzanti dal Giappone

Inserita da Ale in: Cultura alle 17:40 | Fonte: milano.corriere.it

http://milano.corriere.it/media/foto/2009/05/26/GIAPPO--140x180.JPGIl battito incalzante delle percussioni genera un ritmo che rimanda direttamente all’essenza ancestrale della vita, alle pulsazioni del cuore. Un richiamo presente in ogni cultura, a qualsiasi latitudine. Ma nelle vibrazioni dei taiko, i grandi tamburi tradizionali giapponesi, la qualità del suono sembra attingere alle profondità della Terra, alla natura ultima dell’essere umano. Ed è su questa percezione istintiva, immediata e universale che hanno costruito la loro fortuna i Kodò, gruppo di artisti che da quasi quarant’anni va studiando le origini della tradizione nipponica. Critici verso il livello e la qualità della loro cultura nazionale del secondo ’900, nel 1971 i Kodò hanno deciso di reagire agli impulsi di modernizzazione del Giappone contemporaneo riscoprendo l’essenza di una filosofia esistenziale che rischiava di perdersi.

Scelta come base l’isola di Sado, nel mare del Giappone, vi hanno realizzato un complesso «ecosistema artistico» in cui è possibile formarsi nelle antiche discipline, e hanno perfezionato le raffinate tecniche percussive giapponesi arricchendole con le influenze di altre arti: la danza, il canto, il teatro. La loro tecnica da virtuosi, frutto di una disciplina severa, si esprime in esibizioni nelle quali la mera esecuzione cede il passo a una forma teatrale che possiede l’aura del rito e dove il corpo umano si piega a coreografie cristalline in cui interagisce continuamente con le percussioni e la loro «magia».

A cinque anni dalla loro ultima esibizione in Italia, i Kodò tornano con «Ekkyo: oltre i confini» (al Teatro degli Arcimboldi il 29 e 30), il nuovo spettacolo con cui sono in tour mondiale. La nuova performance è ispirata al libro di storia più antico del Giappone e rappresenta un coinvolgente mix di tradizione e innovazione. Alla base della filosofia dei Kodò c’è sempre stato un ideale creativo che attinge alla tradizione rituale rendendola comprensibile alla visione del contemporaneo. Il nuovo show, che porta per la prima volta in Occidente alcune danze cerimoniali giapponesi, fa un ulteriore passo avanti, combinando ritmi e melodie antiche con una visione coreografica (di cui è responsabile il primo ballerino Chieko Kojima) in cui si riscontrano suggestioni contemporanee. Le nuove performance dei Kodò continuano così a trarre linfa vitale ed energia dalle forme rituali come «Shishi-odori», danza del cervo tipica della regione Iwate, nel Nord del paese, affidata a ballerini, suonatori e cantanti abbigliati con costumi e maschere elaborati, ma sanno anche sorprendere con gli elaborati «Kagura» e «Nishimonai», frutto di un linguaggio che guarda alla modernità.


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