Più della persona dell’imperatore, più del sacro istituto del trono del crisantemo, più dei tribunali, del Parlamento o del Primo ministro, Owada Masako, o più semplicemente Masako san, principessa e futura regnante del sol levante, rappresenta tutti i tormenti storici del Giappone in questo momento.
Bella, intelligente, poliglotta, non aristocratica di sangue, ma nobilissima di levatura, la Owada per tre anni è restata chiusa fra le mura della reggia, afflitta da una forte depressione. Però martedì, quasi come un raggio di sole dopo una lunga glaciazione, è uscita per la prima volta da sola in pubblico.
La televisione ha mostrato la principessa che visitava la mostra in un supermercato di oggetti inventati da casalinghe. Tra gli ordigni brevettati: sbattitori per il burro e strumenti per aiutare a scrivere i disabili. Aveva un maglione bianco a collo alto, un tailleur con i pantaloni beige una collana di perle.
Per la verità, non era sparita del tutto. In alcune occasioni pubbliche accompagnava il marito, l’erede al trono Naruhito ma erano momenti rari, che non dissipavano la ridda di voci sulla sua salute.
In realtà di segreto c’era poi poco perché il motivo della malattia della Owada era noto a tutti: le enormi pressioni della vecchia guardia della corte imperiale contro di lei colpevole di non avere partorito un erede maschio.
Lei e Naruhito hanno infatti solo una figlia, Aiko, di otto anni che in quanto femmina non avrebbe potuto ereditare il trono.
(continua…)