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Nei nove mesi fiscali che vanno dal 1° aprile al 31 dicembre 2009, Honda Motor ha registrato una diminuzione delle vendite nette consolidate e degli altri ricavi d’esercizio del 23,4% rispetto allo steso periodo dell’anno precedente. La causa principale è da ricercarsi nel calo delle vendite nel settore auto e nell’impatto negativo della conversione monetaria. Honda ha venduto 7.037.000 motocicli (-13,3%), 2.518.000 automobili (-11,2%) e 3.078.000 prodotti “power” (-15,8%). Per le due ruote le vendite sono calate in tutte le regioni, mentre per le automobili sono diminuite principalmente in Nord America e sono aumentate in Giappone e nel resto dell’Asia. La domanda di prodotti “power” è calata in tutti i mercati. Le previsioni finanziarie per l’anno fiscale che si concluderà il prossimo 31 marzo indicano una diminuzione del 14,8% delle vendite nette e degli altri utili di esercizio e un aumento del 68,7% del reddito operativo. Il comparto motocicli chiuderà a 9.515.000 unità (-5,9%), le automobili a 3.400.000 unità (-3,3%) e i prodotti “power” a 4.550.000 unità (-12,3%).
Scatta negli Stati Uniti un’azione legale collettiva contro Toyota con l’accusa di frode. Nella class action depositata in Colorado, si afferma che il gigante giapponese ha nascosto per anni i problemi all’acceleratore all’origine del richiamo delle sue auto. Intanto, secondo quanto riferisce la stampa giapponese, Toyota avrebbe deciso di richiamare 270 mila Prius negli Usa e in Giappone per un problema, questa volta, ai freni. Problema sul quale il governo americano ha annunciato oggi di aver aperto un’inchiesta.
PREVISIONI IN RIALZO – Ma nonostante le cattive notizie la casa automobilistica giapponese registra dati trimestrali oltre le attese, al punto che rivede al rialzo le stime sull’intero esercizio fino all’utile, e si prepara a contabilizzare i primi oneri del maxi-richiamo d’auto dopo i problemi all’acceleratore, pari a 1,3-1,4 miliardi di euro. A ottobre-dicembre 2009 il colosso di Nagoya segna profitti per 153,2 miliardi di yen (1,2 miliardi di euro), a fronte della perdita di 164,7 miliardi dello stesso periodo del 2008, con i ricavi in crescita del 10,2%, a 5.292 miliardi. Risultati che sorprendono la folta platea dell’auditorium nella sede della compagnia di Tokyo, a Iidabashi, perchè seguiti dalla revisione all’insù delle stime sull’esercizio 2009-2010: utile netto di gruppo di 80 miliardi (633 milioni di euro), contro il rosso di 200 miliardi annunciato il 5 novembre 2009, pur se restano le perdite operative (da 350 a 20 miliardi).
Dopo aver reso noto il modo in cui interverrà sull’acceleratore difettoso, Toyota torna sulla brutta grana del mega-richiamo che ha coinvolto milioni di auto in tutto il mondo. A farlo per la precisione, è la filiale statunitense del colosso nipponico, che chiede pubblica ammenda ai suoi clienti affidandosi alle parole di Jim Lentz, uno dei suoi top manager.
Lentz, annunciando che la casa ha trovato la soluzione al problema, non si risparmia da critiche: “Abbiamo sempre costruito auto contraddistinte da qualità e affidabilità. E sappiamo di avervi deluso”, ammette ai clienti. “Per questo motivo stiamo lavorando tutti per recuperare la vostra fiducia”, conclude il manager, che annuncia l’apertura 24 ore su 24 di alcuni punti di assistenza.
Il dirigente ha proseguito: “Toyota si sta impegnando affinché non si ripeta mai più un difetto del genere”, promettendo infine una rapida conclusione della campagna e rendendo noto che le auto coinvolte contemporaneamente in questo richiamo e in quello dei tappetini saranno adeguate con un solo intervento.
Toyota ha ammesso di avere problemi al sistema frenante Abs dell’ultimo modello della Prius, l’auto ibrida più venduta al mondo, simbolo del successo del gruppo auto giapponese.
La portavoce di Toyota Ririko Takeuchi ha detto che il gruppo ha riscontrato problemi di progettazione, corretti per le auto in vendita da fine gennaio, ma sta ancora cercando di capire come informare gli acquirenti dei veicoli prodotti in precedenza. Sono arrivate circa 180 segnalazioni di difetti del sistema Abs della Prius di terza generazione dagli Usa e dal Giappone, dopo i colossali richiami effettuati in tutto il mondo su otto modelli per un difetto al pedale dell’acceleratore.
La notizia fa minacciare sanzioni da parte degli Stati Uniti e ha avuto un’immediata eco in borsa. E’ è stata una seduta prevalentemente negativa per le Borse asiatiche e dell’area del Pacifico, sulle quali hanno pesato anche i consumi inaspettatamente in calo dell’Australia e la disoccupazione in crescita ai massimi degli ultimi dieci anni in Nuova Zelanda. Ma i mercati dell’Estremo oriente hanno guardato con preoccupazione anche alle difficoltà del maggiore gruppo automobilistico mondiale alle prese con il più grande richiamo di modelli per gravi difetti della sua storia.
Inserita da Ale in: Motori alle 15:40 | Fonte: ansa.it
Effetto 500: la Fiat chiude il 2009 in Giappone con vendite in aumento del 28,5%, in scia al successo della sua piccola vettura. E si prepara al lancio, quest’estate, dell’Alfa MiTo con il nuovo motore multiair. Si tratta dei motori con risparmi di carburante e taglio del 10% delle emissioni di biossido di carbonio: invece della solita valvola a farfalla che regola la quantita’ d’aria nei cilindri, c’e’ un sistema idraulico a controllo elettronico di valvole e movimento dei cilindri.
Toyota ha comunicato i dati di vendita globali relativi al 2009, con non poche sorprese. L’anno scorso, il Gruppo di Nagoya ha prodotto 7.234.439 veicoli, il 21,7% in meno rispetto al 2008. Si tratta di un risultato inferiore alle aspettative, visto che le previsioni del quotidiano giapponese “Yomiuri Shimbun” parlavano di una produzione di 7,8 milioni di autoveicoli per Toyota.
Il dato complessivo delle vendite è composto da 6.371.291 di veicoli Toyota e Lexus, 795.722 di autoveicoli Daihatsu e 67.426 di truck e bus Hino. Queste cifre confermano la nuova leadership nella produzione mondiale di auto per il Gruppo Volkswagen che, grazie a Suzuki, ha prodotto 8,6 milioni di autoveicoli nel 2009, circa 1,4 milioni in più di Toyota. Anche senza considerare la Casa di Hamamatsu, il gap tra Toyota e VAG si è assottigliato a poco più di 900.000 unità.