“Giapponesi si nasce”, un libro di Paolo Soldano
Paolo Soldano (Milano, 1979) è responsabile della Comunicazione e dell’Ufficio Stampa della Camera di Commercio Italiana in Giappone, a Tokyo. In Giappone da giugno 2007, ha vissuto per qualche tempo a Seul e Parigi. Recentemente ha scritto un libro che vi presento.
“Guardiamo senza essere guardati” è una delle dieci cose che i giapponesi non ammetteranno mai. E’ quello che ho imparato a fare anch’io nel corso dei miei primi tre anni in Giappone, dove mi è stato predetto che avrei partorito senza dolori, sono passato per il fallimento della scuola nella quale insegnavo italiano a Osaka (che mi ha portato alla disoccupazione e all’iscrizione a un sindacato giapponese), e ho (ri)cominciato a fare (questa volta seriamente) il giornalista a Tokyo.
Nel frattempo, ho scoperto che i ladri di mutandine non sono una leggenda, che c’è qualcuno che vorrebbe una legge sul matrimonio tra umani e personaggi di manga e anime, che per conquistare una giapponese bastano 14 minuti, e che in caso di un terremoto di 7,3 di magnitudo a Tokyo ci sarebbero 810.000 persone alla disperata ricerca di un bagno.
“Giapponesi si nasce” raccoglie esperienze, visioni, frammenti di vita quotidiana di un giornalista nella terra del Sol Levante, un mondo in cui ogni giorno non è mai uguale al precedente: testi brevi e curiosi, istantanee divertenti, per chi ha voglia di scoprire un po’ di più il Giappone, le sue contraddizioni e le sue peculiarità.
Mi sono limitato a guardare, osservare e cercare di capire senza troppe pretese: perché il Giappone è un insieme di luoghi nei confronti del quale esistono solo diversi gradi di ignoranza.
L’appendice (“Quando la lingua la si inventa – Le migliori frasi degli studenti giapponesi a lezione di italiano”) dà voce ai tanti giapponesi che, nel periodo in cui insegnavo la lingua di Dante, scelsero come hobby, invece di collezionare orsacchiotti o giocare a tennis, lo studio dell’italiano. Grazie alla loro sgrammaticata saggezza, ho capito che “non è sempre bisogno pasta”, “forse non andrò ovunque” e “non c’è nessuno senza io”.
I giapponesi sono molto più simili a noi di quanto crediamo: è solo che riescono a nasconderlo molto bene.
In barba alla privacy, in barba ai normali principi di reciproca fiducia tra datore di lavoro e lavoratore, nasce una forma di progresso (se tale può essere definita) che porta al controllo totale del dipendente, esercitato tramite il cellulare aziendale. Ne da’ notizia la BBC, ed è subito polemica. Gli ideatori però si difendono mostrando i lati positivi di tale evoluzione tecnologica.
Molti saranno stati i navigatori della rete che oggi si sono imbattuti nella homepage di Google e hanno visto il ritratto di un uomo, un’immagine in bianca e nera con al dicitura “100° anniversario della nascita di Akira Kurosawa”. Il motore di ricerca ha voluto infatti omaggiare un grande cineasta giapponese nel ricordo dell’anniversario della sua nascita (23 marzo 1910). Ma chi era Akira Kurosawa? E’ stato un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico giapponese.



2008

