Verso Pechino 2008 – Il Ciclismo
Anche il ciclismo è disciplina olimpica e i giapponesi non hanno mai brillato in questo sport. Ora ci provano con un allenamento un pò alternativo rispetto al solito.
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Anche il ciclismo è disciplina olimpica e i giapponesi non hanno mai brillato in questo sport. Ora ci provano con un allenamento un pò alternativo rispetto al solito.
Ecco una piccola guida al mondo dei dorama!
Cosa sono i Dorama?
I Dorama (o Drama) sono telefilm, serie televisive e film orientali provenienti dal Giappone, dalla Cina, dal Taiwan e dalla Corea.
Come tutti i telefilm occidentali, i dorama sono molto vari nei loro generi e contenuti ( variano dal drammatico, alla commedia, al sentimentale ecc.). Alcuni di questi riproducono addirittura le trame di anime e manga (in questo caso vengono chiamati LIVE ACTION)!
Ovviamente sono tutti in madrelingua ma non spaventatevi perché sono reperibili con i sottotitoli in italiano o inglese. Una caratteristica che li differenzia dai telefilm Occidentali è la loro brevità (generalmente una stagione varia dalle 10 alle 12 puntate, a volte con l’aggiunta di special che possono concludere in maniera più completa la serie)
La brevità delle serie permettono agli sceneggiatori di proporre praticamente una variante infinite di storie che spaziano dalla fantascienza, passando poi per il giallo e arrivando fino al comico ed alla love story rendendo possibile utilizzare ambientazioni le quali toccano ogni possibile ambito professionale, spesso con tocchi molto originali. Avvocati, gestori di locali, falegnami, architetti, insegnanti, politici, gente che lavora nei locali notturni. Considerato che ogni tre mesi inizia un ciclo di nuove serie e che praticamente ognuno dei canali più importanti arriva a produrne parecchi in uno stesso periodo è facile comprendere come si tratti di un genere molto vivace.
Generalmente le stagioni in cui si dividono i dorama sono:
Invernale “Gennaio – Marzo”
Primaverile “Aprile – Giugno”
Estiva “Luglio- Settembre”
Autunnale “Ottobre – Dicembre”
A volte la passione per il modellismo può diventare pericolosa…
Alcuni mesi fa, nel quartiere dell’elettronica di Akihabara, fra una visita a un negozio di modellismo e uno di videogiochi, ho scoperto Fetish Japan: un negozio, veramente folle, che vende DVD dedicati alle forme più assurde di feticismo. Fra i tantissimi DVD quello che mi ha colpito di più è Crush by Venus prodotto dalla Gagon: un’ora di video senza alcuna scena di sesso ma solo ragazze (vestite) che schiacciano trenini in scala e plastici ferroviari!!
Ovviamente noi di XRC non giudichiamo le “passioni” degli altri ma, pur essendo dei maniaci di modellismo e ragazze sexy, non avremmo mai immaginato che esistesse una perversione come questa di schiacciare i trenini (follia che ovviamente poteva nascere solo in Giappone)!!! Il mondo è bello perchè è vario…
Portati il bicchiere da casa e pagherai meno la bibita del distributore automatico. L’idea viene dal Giappone, per la precisione dalla città di Tokorozawa, a nord di Tokyo, che ha inserito la macchinetta ecologica all’interno del suo municipio. L’obiettivo è ridurre la grande quantità di rifiuti causata dalle centinaia di migliaia di bicchierini di carta e plastica usa e getta.
L’iniziativa, attivata per il momento in via sperimentale, consente ai clienti “virtuosi” di risparmiare 10 yen (6 centesimi di euro). I consumatori dopo aver inserito nel distributore la cifra necessaria per acquistare la bevanda, 80 yen (47 centesimi), una volta appoggiato il bicchiere, devono premere un pulsante con il quale nfanno sapere alla macchina di non aver bisogno del bicchierino di plastica che dopo pochi secondi eroga il rimborso dei 10 yen.
Secondo i produttori dell’eco-distributore il progetto sta ottenendo un notevole successo tra i dipendenti del municipio e il suo utilizzo potrebbe in breve tempo essere esteso in altre zone della città. In Giappone i distributori automatici sono circa sei milioni e da tempo il Paese sta sperimentando soluzioni per limitarne l’impatto sia dal punto di vista energetico che da quello dei rifiuti.
La corsa al rialzo dei prezzi di materie prime ed energia fa schizzare a livelli record l’inflazione in Giappone, segnando a giugno un balzo dell’1,9%, il più ampio su base annua degli ultimi 15 anni.
“Stiamo osservando attentamente la reazione dei consumatori”, ha dichiarato il ministro dell’economia Hiroko Ota, che, commentando la statistica diffusa oggi, ha collegato la raffica di aumenti all’inevitabile “scaricabarile” messo in atto dalle aziende produttrici, che hanno riversato sulle merci al dettaglio i forti rincari di materie prime ed energia.
L’indice nazionale dei prezzi al consumo, che esclude fattori volatili come generi alimentari ed energia, è cresciuto al ritmo più sostenuto dal dicembre 1992, quando fu registrato un picco del 2%. Sulla scia dei continui rincari fatti segnare dal greggio, il rapporto governativo stima che il costo medio dell’energia sia aumentato su base annua del 13,7%.
I prezzi dei prodotti derivati dal petrolio sono cresciuti mediamente del 23,9%, con la benzina che ha fatto registrare un picco record del 24,2%. Non è solo il caro greggio, tuttavia, a far lievitare la bolletta energetica nipponica: anche i prezzi di elettricità e gas nel periodo in questione hanno segnato aumenti sensibili, rispettivamente del 3,5% e 3%.
Analoga la situazione nel settore alimentare, che sconta l’emergenza cibo internazionale legata al rialzo dei prezzi per molti generi di prima necessità: gli spaghetti all’italiana, prodotto sempre più presente sulle tavole dei giapponesi, hanno segnato un rincaro del 33,2% e incrementi sostanziosi hanno interessato il pane (+18,5%), i popolarissimi spaghettini cinesi istantanei (+21,4%) e anche la cioccolata (+22,8%).
La società di elettronica giapponese Sony ha dichiarato oggi la sua intenzione di chiudere lo stabilimento di assemblaggio tv in Vietnam a settembre, licenziando così 200 persone, e che la chiusura avrà un impatto ridotto sui suoi guadagni.
Allo stabilimento di Ho Chi Minh, Sony produceva televisori a tubo catodico e a cristalli liquidi per il mercato interno vietnamita.
L’entrata del Vietnam, l’anno scorso, nell’Organizzazione mondiale del Commercio (Wto) comporta tuttavia tariffe più basse per l’esportazione nel paese di prodotti finiti, fattore che ha determinato la decisione di Sony di produrre i televisori altrove e poi esportarli in Vietnam invece che assemblarli sul posto.
Sony non ha precisato la capacità produttiva dello stabilimenti, ma ha detto che le dimensioni sono tali da soddisfare solo la domanda interna del paese.