Benvenuti!

Benvenuti su Giappone 360! Su questo sito potete trovare notizie, news e informazioni riguradanti il Giappone. Cronaca, economia, sport, curiosità... questo e tante altre curiosità del paese del Sol Levante.

Top news of the week

  • Non ci sono articoli
08  ago
6

Sony se la suona da sola

Inserita da Ale in News varie alle 16:06 | via macworld.it

http://www.rockol.it/img/foto/sony09.jpg e Bertelsmann hanno annunciato la fine della propria partnership musicale, durata quattro anni.

Sony Giappone acquisterà dunque il 50 percento di Sony Bmg Music Entertainment di proprietà di Bertelsmann per la cifra di 900 milioni.

Gli analisti sostengono che la cifra sia di molto inferiore alle aspettative dell’azienda tedesca, che avrebbe voluto almeno 1,6 miliardi di dollari.

Con l’acquisto di Bmg, Sony si avvicina per dimensioni a Universal Music, attualmente la più grande casa discografica al mondo.


08  ago
6

Benzina: record storico in Giappone

Inserita da Ale in Economia alle 11:16 | via it.biz.yahoo.com

Nuovo storico del prezzo dei carburanti in Giappone: nei distributori la benzina ha toccato i 185,10 yen (1,10 euro) al litro.
Lo rende noto l’Oil Information Center, l’osservatorio che ha iniziato le rilevazioni nel 1987, spiegando che il prezzo medio, con riferimento a lunedi’, e’ aumentato di 4,40 yen (3 centesimi di euro) rispetto alle quotazioni della scorsa settimana.


08  ago
6

Le opere della Regina del manga Rumiko Takahashi in mostra ai magazzini Matsuya Ginza

Inserita da Ale in Anime e manga alle 11:04 | via comicsblog.it

Le opere di Rumiko Takahashi, la famosa autrice di manga quali Lamù (Urusei Yatsura), Maison Ikkoku, Ranma 1/2 ed Inuyasha (e tanti altri) sono in ai magazzini Matsuya Ginza nel distretto commerciale di Tokyo.

It’ a Rumic World è il nome della mostra partita lo scorso 30 luglio e che terminerà il prossimo 11 agosto.

Si potranno ammirare tavole originali e disegni delle opere della mangaka, e non solo, sarà possibile vedere delle riproduzioni a grandezza naturale di oggetti e personaggi delle sue opere come Kyoko Otonashi (la protagonista di Maison Ikkoku), un bollitore da the, l’insegna del Dojo dei Tendo di Ranma 12, un tradizionale portale rosso torii ed una scultura di Kirara da Inuyasha.

Non finisce qui, sarà anche possibile vedere il corto della durata di 30 minuti circa, dell’anime InuYasha ed un altro corto dell’anime Ranma 1/2 (l’adattamento della storia del manga Akumu! Shunminko – Nightmare! The Incense of Spring Sleep).

Qui una galleria immagini della mostra.


08  ago
6

Fukuda anche quest’anno non si recherà allo Yasukuni

Inserita da Ale in Politica alle 10:56 | via newsgiappone.splinder.com

ll Primo Ministro Yasuo ha escluso oggi una sua possibile visita al santuario Yasukuni (靖国神社, Yasukuni Jinja) di Tokyo, considerato da molti in Asia come simbolo del passato militarista giapponese, in occasione dell’anniversario della resa del Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale (15 agosto).

L’ex premier Koizumi Jun’ichiro irritò Cina e Corea del Sud visitando il santuario durante il suo mandato, e molti parlamentari, tra i quali ministri in carica, si recano ogni anno in visita al santuario in occasione dell’anniversario che commemora anche i caduti in guerra.

Fukuda, al quale è stato chiesto se quest’anno si recherà allo Yasukuni in occasione del 63° anniversario della resa, ha risposto: “Per favore ricordate cosa ho fatto lo scorso anno”. Il premier questa settimana sarà presente alla cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici di Pechino.

L’anno scorso il premier giapponese aveva promesso che non avrebbe porto il suo rispetto al santuario, nel quale si venerano anche 2 milioni e mezzo di caduti in guerra, tra cui molti criminali di guerra.

Anche Ibuki Bunmei, appena nominato Ministro delle Finanze nel rimpasto di governo avvenuto la scorsa settimana, non si recherà allo Yasukuni. “Non sono mai stato al santuario in occasione dell’anniversario della resa, e manterrò questo atteggiamento”, ha detto il Ministro, aggiungendo che se porgerà rispetto ai caduti in guerra lo farà come atto privato, e non come qualcosa che si fa come persona che detiene una posizione pubblica.

L’agenzia di stampa Jiji Press riporta che i ministri in carica Yasuoka Okiharu (giustizia) e Ota Seiichi (agricoltura) sono gli unici ministri dell’attuale governo Fukuda che si recheranno al santuario il prossimo 15 agosto.


08  ago
6

iPhone, più che dimezzate le tariffe in Giappone

Inserita da Ale in Scienza e tecnologia alle 10:33 | via lastampa.it

A meno di un mese dal debutto in Sol Levante dell’, il gestore mobile – distributore esclusivo dello smartphone Apple sul mercato nipponico – ha deciso di tagliare di oltre il 50% la tariffa minima di abbonamento mensile che comprende traffico voce e dati.

La mossa a sorpresa del terzo operatore mobile del Giappone porta così il costo minimo mensile dell’iPhone a 2.990 yen (18 euro) da 7.280 yen (43 euro), la tariffa base con cui il cellulare di Cupertino era stato lanciato lo scorso 11 luglio.

Alla base del sostanzioso taglio c’è un nuovo piano flessibile per il traffico dati, che costerà ogni mese dai 1.695 yen fino a un massimo di 5.985 yen a seconda del volume di dati consumato. Una volta raggiunto il tetto massimo la tariffa diventa flat, senza ulteriori spese in bolletta.

La nuova tariffazione dovrebbe avvantaggiare gli utenti che utilizzano poco le applicazioni internet «on the road», o che possono connettersi alle reti wi-fi gratuite senza utilizzare la rete mobile 3G.

Il presidente di Softbank, Masayoshi Son, ha spiegato che la decisione di tagliare il prezzo base dell’abbonamento si inserisce nella strategia di ampliare il bacino di utenza dell’iPhone: «All’inizio pensavamo di venderlo solo a una nicchia di super-appassionati – ha detto Son – ma, data la risposta positiva del pubblico, abbiamo deciso di renderlo più accessibile abbassando il costo d’entrata».


08  ago
6

Convivere con la bomba

Inserita da Ale in Cronaca alle 00:15 | via lastampa.it

http://www.cix.co.uk/~dliddlea/timeguns/hiroshima_bomb.jpgSessantatré anni dopo e (6 e 9 agosto 1945), e quando ben sette Paesi si sono aggiunti agli Stati Uniti come possessori di armi nucleari, formando una specie di G8 dell’Apocalisse (i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza più India e Pakistan e, pur senza averlo mai ammesso, Israele), e con nuovi casi ancora aperti come la Corea del Nord e soprattutto l’Iran, siamo ancora in tempo a fermare la corsa alla Bomba e, addirittura, a cominciare a lavorare sul serio all’idea di un mondo senza più l’incubo della strage atomica? Dicono di sì, purché ci si affretti, cinque personalità italiane che hanno sottoscritto un appello comune, quattro politici di diversa e anzi opposta estrazione (Massimo D’Alema e Gianfranco Fini, Giorgio La Malfa e Arturo Parisi) e uno scienziato, Francesco Calogero, da sempre attivo per il disarmo nucleare.

Il tema è di una complessità senza paragoni. Già nel 1946, un anno dopo le terrificanti esplosioni sul Giappone, gli Stati Uniti offrirono, col piano Baruch, la possibilità di porre sotto un controllo internazionale l’uso della nuova e rivoluzionaria energia, ma si oppose Stalin, che aspettava solo il momento in cui anche l’Urss avrebbe avuto la Bomba, equiparandosi alla superpotenza occidentale. Era l’alba della Guerra fredda, ma poi disporre dell’arma atomica, dell’arma assoluta, divenne un’aspirazione diffusa, perché era vista come il simbolo estremo, definitivo, della stessa, propria, sovranità politica, e dell’equilibrio strategico tra questa e altre sovranità, oltre che come strumento eccezionale, in senso tecnico, di autodifesa. Col tempo, si capì che l’equilibrio (sia pure «del terrore») tra due superpotenze politicamente responsabili era altra cosa da una proliferazione di armamenti atomici nazionali, in aree instabili. Lo stesso Kissinger firmò, nel gennaio 2007, con altri importanti esponenti della politica estera americana, un appello a pensare a un mondo senza armi nucleari, appello a cui si sono riferiti, rilanciandolo, dopo altri in altri Paesi, i firmatari del documento italiano. Fondamentalmente, i destinatari di questi appelli sono quelle che restano le due superpotenze militari, gli Usa e la Russia post-sovietica, detentrici dei nove decimi degli armamenti atomici mondiali: se esse non prenderanno l’iniziativa di una vera e drastica riduzione dei rispettivi arsenali, inducendo gli altri sei membri del «club» a fare altrettanto, sarà sempre più difficile impedire che un numero crescente di Paesi coltivi l’ambizione nucleare. Del resto, questa condizione, con altre, era già prevista, in sede Onu, dal Trattato per la non proliferazione (Tnp), purtroppo assai poco rispettato.

Continua a leggere…


  • Follow

  • Annunci

  • Archivi

  • Tags