Da metà febbraio lo Yen ha avuto un piccolo sussulto: sembrava essersi deciso ad alzare un po’ la testa. Un movimento all’insù causato essenzialmente dall’avversione al rischio; da una maggiore cautela degli investitori, dovuta alle prime avvisaglie di una ripresa economica non così forte e dai timori per l’esplosione dei conti pubblici dell’Occidente.
Questo sussulto, però, «non dovrebbe durare – spiega Asmara Jamaleh, esperta di mercati valutari di IntesaSanpaolo-. Entro il secondo trimestre dovrebbe rientrare, se non già addirittura a cavallo tra la fine dei primi tre mesi dell’anno e il secondo quarter. Con il che, il driver della moneta giapponese dovrebbe tornare quello “tradizionale”: il differenziale tasso/rendimento rispetto alle altre valute». Ora, visto che il tasso ufficiale del paese del Sol Levante è dello 0,1%, la riconquistata “normalità” dovrebbe portare ad una debolezza dello Yen. «Crediamo- dice l’esperta- che la divisa nipponica, attualmente sui livelli di 88-89 verso il dollaro, nel giro di sei mesi raggiungerà quota 95».
Va detto che la banca centrale giapponese è assolutamente decisa ad adottare ulteriori misure di stimolo all’economia; senza dimenticare, poi, che il governo sta facendo pressione perché venga combattuto il principale problema del paese, cioè la deflazione, con tutte le armi possibili. Quindi anche politiche monetarie più espansive.
Il prossimo incontro della Boj è previsto il 17 marzo. Se in tale occasione queste misure verranno effettivamente adottate, quello potrebbe essere il momento in cui il cambio inizierebbe a scendere con maggiore forza.
Se, al contrario, la Banca centrale decidesse di prendersi una pausa di riflessione sull’adozione di nuove misure di stimolo, l’atteso deprezzamento della divisa verrebbe rinviato un po’ nel tempo.
«Ma non verebbe compromesso – dice la Jamaleh -. Infatti, le altre principali banche centrali intraprendereanno le exit strategy e alzeranno i tassi prima della Bank of Japan. A quel punto i differenziali di tasso/rendimento inizieranno ad allargarsi a sufficienza, riportando gli investitori internazionali, e quelli giapponesi, a puntare di nuovo sull ricerca di rendimento, sfvorendo così lo yen». Un trend che aiuterà non poco l’export del paese del Sol Levante.