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10  set
14

Lo schermo OLED più grande del mondo. 155 pollici da Mitsubishi.

Inserita da Ale in Scienza e tecnologia alle 14:06 | via tomshw.it

ha presentato uno schermo modulare da 155 pollici, il più grande al mondo a usare questa tecnologia. Prima di immaginarvelo nel vostro salotto, sappiate che la risoluzione dello schermo è molto bassa, la densità dei pixel arriva infatti soltanto a 8,5 dpi.

http://www.tomshw.it/files/2010/09/immagini/26990/mitsubishi-diamond-vision-oled-presentazione_t.jpg

Composto da piccoli moduli senza cornici, il pannello Mitsubishi Diamond Vision OLED è passato dallo stato di prototipo a quello di produzione, e sarà in vendita a partire dal 21 settembre. Come potete immaginare, l’uso principale è quello pubblicitario.

“Progettato per l’uso in interni”, si legge nel comunicato, “lo schermo offre un ampio angolo verticale e orizzontale di visualizzazione, raggiungendo approssimativamente gli 80 gradi. La luminosità massima arriva 1,200 cd per metro quadrato, mentre il contrasto ha valori due volte superiori a quelli dei nostri prodotti LED. Queste caratteristiche rendono il Diamond Vision OLED ideale per le installazioni anche in aree molto illuminate, come i centri commerciali, le stazioni e gli aeroporti”.

Ogni modulo è composto un quadrato con un lato di 384 mm, e pesa circa 8 chili. Con i suoi 99 mm di spessore può essere installato facilmente anche in spazi limitati, come corridoi stretti o negli atri delle stazioni.

L’idea di avere un home theater fatto di pannelli componibili OLED ad alta risoluzione è ancora lontana, ma Mitsubishi ha fatto un grande passo in avanti in questa direzione. Il prezzo del Diamond Vision OLED non è stato riportato nel comunicato stampa, ma basterà aspettare una settimana per scoprirlo, ed eventualmente acquistarlo.


10  set
13

Tanti auguri Super Mario!

Inserita da Ale in Videogiochi alle 19:30 | via -

http://sickr.files.wordpress.com/2010/09/mario_25th.jpg

25 anni fa, in Giappone nasceva un idraulico italiano. Era Super Mario. Tanti auguri!


10  set
13

Mafia giapponese: gli Yakuza

Inserita da Ale in Approfondimenti alle 18:56 | via ditadifulmine.com

Vi riporto questo interessante articolo sulla Yakuza, scritto da Daniele Bagnoli

Riassumere cosa rappresenta la Yakuza per il Giappone è un’impresa ardua, soprattutto se si ha a disposizione un solo post del blog. Qui sotto riporterò solo alcune delle informazioni utili a capire il mondo della Yakuza, cercando di focalizzarmi sugli aspetti che la rendono una sorta di “mafia atipica”, ed un fenomeno tipicamente giapponese nella sua forma.

L’origine della Yakuza è un argomento abbastanza controverso. Alcuni ritengono che i membri della mafia giapponese derivino dai kabuki-mono, samurai del XVII° secolo al servizio dello Shogun che, durante l’era Tokugawa (uno dei periodi più pacifici della storia del Giappone), divennero ronin, coalizzandosi in comunità dedite alla gestione del gioco d’azzardo e a diverse attività di racket.

Ma i membri della Yakuza moderna rifiutano queste origini, proclamandosi discendenti di “servitori della città” (machi-yokko), eroi a difesa dei poveri e dei contadini durante il medioevo giapponese.
Qualunque sia l’origine della Yakuza, tuttavia, questa organizzazione criminale è ramificata a tal punto in Giappone da controllare diversi aspetti della vita sociale ed economica del Paese.

occorre inoltre tenere in considerazione che la Yakuza è stata utilizzata più volte da governi stranieri e dallo stesso governo Giapponese per attività sporche. Il primo padrino moderno, Yoshio Kodama, si occupò di spionaggio e di traffico di materiali (da minerali a droga) da e verso la Cina per conto del governo giapponese, tanto da guadagnarsi il rango di ammiraglio. Kodama inoltre venne ingaggiato dalla CIA in più di un’occasione, vista la sua avversione nei confronti del comunismo.

Per non parlare delle multinazionali e delle aziende giapponesi, che fanno spesso affidameno sulla Yakuza per ottenere nuove aree di influenza. Un esempio è lo scandalo della Lockheed del 1976, quando Kodama venne pagato due milioni di dollari per influenzare il mercato giapponese degli aerei e cacciare la McDonnell-Douglas e la Boeing a favore della Lockheed.

La Yakuza si divide in tre categorie generali:
- Tekiya: venditori ambulanti, le cui radici si fanno risalire al XVIII° secolo. Erano essenzialmente i venditori di “olio di serpente” delle zone rurali e del mercato nero, soprattutto durante la Seconda Guerra Mondiale.
- Bakuto: i bakuto sono i gestori del gioco d’azzardo. Inizialmente itineranti, si occupavano del gioco dei dati e dell’ hanafuda, una collezione di carte utilizzata per diversi giochi.
La tradizione dei membri della Yakuza di ricoprire il proprio corpo con elaborati tatuaggi (irezumi) deriverebbe proprio dai bakuto. I tatuaggi irezumi sono ancora oggi eseguiti secondo un metodo manuale attraverso aghi di acciaio o di bambù, una procedura dolorosa e lunga che può richiedere anni per essere completata.
- Gurentai: i gurentai sono criminali che seguono la scia dei gangster occidentali, principalmente dediti all’estorsione ed alle minacce. Hanno portato la malavita giapponese ad un nuovo livello di violenza, introducendo l’uso di armi da fuoco durante il secondo conflitto mondiale.

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10  set
3

“Giapponesi si nasce”, un libro di Paolo Soldano

Inserita da Ale in News varie alle 13:44 | via -

http://www.alettieditore.it/emersi/ago10/SoldanoCover.jpgPaolo Soldano (Milano, 1979) è responsabile della Comunicazione e dell’Ufficio Stampa della Camera di Commercio Italiana in Giappone, a . In Giappone da giugno 2007, ha vissuto per qualche tempo a Seul e Parigi. Recentemente ha scritto un libro che vi presento.

“Guardiamo senza essere guardati” è una delle dieci cose che i giapponesi non ammetteranno mai. E’ quello che ho imparato a fare anch’io nel corso dei miei primi tre anni in Giappone, dove mi è stato predetto che avrei partorito senza dolori, sono passato per il fallimento della scuola nella quale insegnavo italiano a Osaka (che mi ha portato alla disoccupazione e all’iscrizione a un sindacato giapponese), e ho (ri)cominciato a fare (questa volta seriamente) il giornalista a Tokyo.
Nel frattempo, ho scoperto che i ladri di mutandine non sono una leggenda, che c’è qualcuno che vorrebbe una legge sul matrimonio tra umani e personaggi di manga e anime, che per conquistare una giapponese bastano 14 minuti, e che in caso di un terremoto di 7,3 di magnitudo a Tokyo ci sarebbero 810.000 persone alla disperata ricerca di un bagno.
“Giapponesi si nasce” raccoglie esperienze, visioni, frammenti di vita quotidiana di un giornalista nella terra del Sol Levante, un mondo in cui ogni giorno non è mai uguale al precedente: testi brevi e curiosi, istantanee divertenti, per chi ha voglia di scoprire un po’ di più il Giappone, le sue contraddizioni e le sue peculiarità.
Mi sono limitato a guardare, osservare e cercare di capire senza troppe pretese: perché il Giappone è un insieme di luoghi nei confronti del quale esistono solo diversi gradi di ignoranza.
L’appendice (“Quando la lingua la si inventa – Le migliori frasi degli studenti giapponesi a lezione di italiano”) dà voce ai tanti giapponesi che, nel periodo in cui insegnavo la lingua di Dante, scelsero come hobby, invece di collezionare orsacchiotti o giocare a tennis, lo studio dell’italiano. Grazie alla loro sgrammaticata saggezza, ho capito che “non è sempre bisogno pasta”, “forse non andrò ovunque” e “non c’è nessuno senza io”.
I giapponesi sono molto più simili a noi di quanto crediamo: è solo che riescono a nasconderlo molto bene.

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10  ago
11

Tokyo forever

Inserita da Ale in Multimedia alle 09:48 | via -

Quando sono tornato da ho deciso di provare a montare un con musica. Ho messo insieme un po di materiale raccolto con la fotocamera e tagliuzzato un po. Il risultato è questo:


10  lug
21

Foto e video di Tokyo

Inserita da Ale in Multimedia alle 08:51 | via -

Ciao a tutti, non sono morto!

Vi propongo alcune (oltre 1500 ^_^) che ho scattato a . Le potete trovare su Picasa.

Ho fatto anche qualche , disponibile su youtube.


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