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Stufi di andare in palestra a fare esercizi perdendo tempo e denaro? A giudicare da un nuovo gadget prodotto in Giappone si direbbe di sì. Con soli 1200 yen (10€ circa) si può acquistare il “Calorie Breath“, una sorta di fischietto che, inspirandoci ed espirandoci per 5 minuti ogni giorno, “allena” lo stomaco riducendone le dimensioni, il tutto attraverso l’uso del diaframma. Provare per credere!
La fibra di carbonio, considerata la sua forza, permette di produrre oggetti molto resistenti nonostante la loro forma. Le bacchette sono fatte per mangiare e non pensereste mai che possano essere fatte di fibra di carbonio. Ma è solo perché non avete un negozio che vende qualsiasi cosa, basta che sia realizzata in fibra di carbonio.
Per avere un set come questo, dovrete sborsare 150$ (109 euro circa), compreso il poggia-bacchette. Da un lato, avrete delle bacchette in materiale non tossico e resistente alla lavastoviglie. Dall’altro, potreste comprare 150 diverse paia di bacchette al prezzo di uno solo di questi set.
Realtà aumentata, viral marketing e locative media: ci si aspetterebbe quasi di trovare la misteriosa Blue Ant di Pattern Recognition e Spook Country dietro l’ultima iniziativa pubblicitaria adottata in Giappone: Crimsonfox.
Si tratta di una caccia al tesoro organizzata dalla giapponese Ubiquitous Entertainment, che ha visto coinvolti oltre 200 giocatori e che si è svolta durante il weekend a Tokyo, precisamente nel distretto di Shibuya: la particolarità è che gli indizi erano nascosti per la città, invisibili ad occhio umano, rintracciabili solo con la app di iPhone per la realtà aumentata “Shibuya scanner”. Obiettivo finale: scovare la società segreta “Moonlight”.
Indizi spesso apparentemente insignificanti se non individuati dall’app per la realtà aumentata del telefonino. Come, per esempio, una stampa particolare su un pezzo di carta abbandonato che in realtà nascondeva un codice. Solo grazie al GPS e alla bussola integrati nel dispositivo, poi, i giocatori potevano seguirli e solo attraverso la fotocamera del melafonino potevano, infine, ottenere la conferma (la visualizzazione dello stemma della società segreta sull’oggetto rinvenuto e inquadrato dalla cam) di aver raggiunto obiettivi intermedi. Punto da cui si poteva proseguire per continuare la caccia.
Nasce un nuovo riferimento per lo sviluppo della mobilità “a impatto zero”. In Giappone ha preso forma CHAdeMO, associazione di costruttori volta a sviluppare sistemi di rifornimento per l’energia elettrica e incrementare la presenza di colonnine di ricarica per le vetture ibride plugin.
Soci esecutivi del sodalizio sono alcuni tra i più grandi costruttori del Sol Levante: Mitsubishi, Nissan, Subaru, Toyota, insieme alla Tokyo Electric Power Company.
Le cinque aziende sono pronte a condividere i rispettivi patrimoni di tecnologia. In realtà il progetto è molto più ampio, conta 158 tra aziende del settore e agenzie governative, e tra poco tempo potrebbero aggiungersene altre 20 provenienti da Europa, Nord America e Australia.
La sigla CHAdeMO rievoca l’espressione giapponese “cha demo ikaga desuka“. Tradotto letteralmente significa “prendiamoci un the durante la ricarica”, una sorta di messaggio, di invito per le future generazioni che adotteranno l’abitudine di ricaricare vetture elettriche e ibride plugin. Il logo, in tal senso, è piuttosto esplicativo: fonde i simboli della batteria con quelli del movimento, adottando come colore quello del the verde.
Il colosso nipponico dell’elettronica, Sanyo, ha inaugurato due parcheggi fotovoltaici nei pressi delle stazioni del treno di Sakura Shinmachi e Sakura Josui, nel quartiere Setagaya di Tokyo destinati ad alimentare circa un centinaio di biciclette elettriche ibride.
I due sistemi sono stati dotati di batterie al litio della capacità di 7,56 kilowatt in grado di ricaricare fino a 40 biciclette cadauna illuminando anche le pensiline nelle ore di buio alimentando luci al LED; oltre a questa dotazione i parcheggi dispongono di prese di corrente per alimentare le strutture in caso di emergenza per garantire alla popolazione la possibilità di usufruire di biciclette zero emission con il solo pagamento della quota di noleggio.
Il motore elettrico, posizionato nel mozzo della ruota anteriore entra in funzione in fase di crociera e permette di ricaricare parzialmente la batteria in movimento.
Sin dai tempi di Big e di Philadelphia, Tom Hanks si è creato l’immagine dell’«American Boy», del ragazzone che esprime valori che agli americani piace pensare tipicamente loro. Tom Hanks è Forrest Gump con un diverso quoziente di intelligenza, amato e rispettato a destra e a sinistra. E se ha la colpa di vivere e lavorare a Hollywood, un bastione di pericolosi liberal, agli occhi dei conservatori si è rivelato uno diverso dai suoi colleghi facendo film come Salvate il soldato Ryan. E soprattutto rendendo omaggio all’eroismo e al valore dei soldati americani sbarcati in Normandia e che hanno combattuto sul teatro di guerra europeo con la produzione della serie Band of Brothers.
Ma a partire da domenica sera è iniziata la messa in onda sul canale HBO di The Pacific, il cui tema è appunto il fronte del Pacifico. Una serie accolta col favore dei critici e dei sopravvissuti di Iwo Jima, di Okinawa e di altre cruente battaglie di quei giorni. Ma con le critiche sono usciti i commenti di Hanks: «Il fronte del Pacifico è stato una guerra di terrore e di razzismo – aveva dichiarato a La Stampa tre settimane fa -. E terrorismo e razzismo sono idee che hanno un ovvio eco anche nelle guerre contemporanee». Un concetto ribadito con i giornali americani, per esempio con Time, cui Hanks aveva detto che i giapponesi erano visti come «dei cani con la pelle gialla» da annichilire, ponendosi poi la domanda: «Suona familiare con ciò che sta accadendo oggi?». Un filo che lega la Seconda guerra mondiale, la guerra «giusta», all’Iraq e all’Afghanistan. E così Tom Hanks è entrato nel mirino della destra e dei conservatori, che ora inveiscono contro l’attore che vuole riscrivere la storia e ne chiedono il boicottaggio.