Inserita da Ale in:
Motori alle 15:02 | Fonte:
autoblog.it
Il governo giapponese ha inglobato nel suo programma di incentivi al settore auto anche i modelli prodotti dalle case americane. Si tratta di un avvenimento storico nel suo piccolo e soprattutto di una vittoria diplomatica degli Stati Uniti, che dopo anni di tacita accettazione delle politiche sulle importazioni del governo di Tokyo, hanno alzato la voce raggiungendo il proprio scopo.
Le strade del Giappone si apprestano dunque a subire l’invasione di modelli americani? Macché: solo un ristretto numeri di modelli importati in volumi ridotti e secondo un particolare canale sarà ammesso alle agevolazioni.
C’è da considerare inoltre un’ulteriore restrizione, la necessità di soddisfare le norme anti-inquinamento di Tokyo. Queste condizioni si tradurranno in un quantitativo davvero esiguo di unità importate, circa 700 nel corso del 2010. Tra i modelli interessati dal programma figurano anche Chrysler Grand Voyager e Cadillac CTS.
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Economia,
Motori alle 20:12 | Fonte:
lastampa.it
Prove di dialogo per il sesto colosso mondiale dell’auto: Psa Peugeot Citroen, il secondo produttore europeo, tratta un’alleanza con Mitsubishi Motors, il sesto del Sol Levante, in quello che è un altro sforzo di consolidamento nel settore automobilistico globale.
Le due compagnie hanno confermato l’ipotesi di ampliamento delle relazioni attualmente in corso, classificando però quella di legami azionari «tra le opzioni allo studio». L’indiscrezione sul nuovo polo delle quattro ruote franco-nipponico, il secondo dopo il filo che lega dal 1999 Renault e Nissan, guidate entrambe da Carlos Ghosn, l’ha lanciata il quotidiano finanziario Nikkei, secondo cui è al vaglio pure l’acquisto da parte del gruppo europeo del 30-50% del capitale della più piccola società giapponese, con l’emissione di titoli riservata del controvalore fino a 300 miliardi di yen, circa 2,3 miliardi di euro.
Le risorse servirebbero al buy-back su azioni privilegiati detenute dalle società del gruppo Mitsubishi che, in base ad altre indiscrezioni del Nikkei, è possibilista addirittura di fronte alla cessione del controllo alla casa automobilistica francese della famiglia Peugeot. Il 34% di Mitsubishi Motors, infatti, è nel possesso delle compagnie della galassia del gruppo Mitsubishi, come Mitsubishi Heavy Industries che ha il 15%, sufficiente per il ruolo di socio di riferimento, e la trade house Mitsubishi Corp, che detiene il 14%. «C’è la volontà di discutere: ci sono già accordi tra noi come quello sull’auto elettrica, in vendita nel 2010 sul mercato europeo, sviluppata sulla nostra i-MiEV», spiega all’Ansa, un portavoce di Mitsubishi Motors. Quanto ad incontri tra i vertici dei due gruppi, «è difficile possano esserci nell’immediato visto che i nostri sono attualmente impegnati a Los Angeles».
(continua…)
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Motori alle 19:04 | Fonte:
punto-informatico.it
Le auto ibride sono silenziose, e pericolose. Almeno secondo quanto sostenuto da un neo-formato comitato nipponico che si deve occupare della questione. Il silenzio in alcuni casi è d’oro, ma in strada rischia di essere letale per chi ha problemi di vista e fa affidamento al proprio udito per evitare ostacoli o avvertire pericoli.
Sulla base delle numerose lamentele in merito, il Ministero dei Trasporti nipponico ha annunciato l’istituzione di un comitato composto da studenti, associazioni di ipo-vedenti, forze dell’ordine e rappresentanti dell’industria automobilistica per discutere della questione.
Secondo quanto riportato da un portavoce del dicastero, il problema si presenta quando le automobili ibride procedono a bassa velocità, producendo un rumore difficilmente percettibile: “I soggetti con difficoltà visive dipendono dai suoni circostanti quando camminano in strada – viene spiegato – ma i motori elettrici non producono rumori sensibili. Ciò costituisce un serio pericolo per queste persone”.
Il gruppo di studio starebbe considerando l’introduzione di un generatore di suoni nei modelli ad alimentazione ibrida, in modo da rendere localizzabili i veicoli in questione da chiunque. Entro la fine dell’anno dovrebbe essere elaborata la proposta del gruppo, che potrebbe poi diventare legge passando al vaglio del Ministero e del Parlamento.
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Motori alle 20:19 | Fonte:
swissinfo.ch
Le vendite di autoveicoli in Giappone sono calate in maggio del 19,4%. Lo rende noto l’associazione tra i concessionari del paese, precisando che le consegne di auto, camion e bus sono diminuite per il decimo anno consecutivo, toccando in maggio le 178.503 unità.
In aprile le vendite erano calate di quasi il 29%, in marzo del 31,5%. La maggior flessione, tra le tre principali case automobilistiche giapponesi, l’ha fatto registrare Toyota (-24% a 80.503 veicoli), mentre Nissan ha perso il 9,1% e Honda è cresciuta del 4,5%.
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Economia,
Motori alle 08:56 | Fonte:
autoblog.it
Il Giappone sta vivendo la crisi economica più grave dal 1945, ed il settore dell’auto, come noto, è uno dei più colpiti. A sottolinearlo, i dati sulle immatricolazioni di auto nuove nell’ultimo anno fiscale, scese sotto i 3 milioni di esemplari per la prima volta dal lontano 1971.
Il dato è stato rivelato oggi dalla federazione dei concessionari giapponesi: le vendite di auto (esclusi i mezzi con cilindrata inferiore a 600 cc) e veicoli commerciali hanno segnato un pesante -15,6% nell’arco degli ultimi 12 mesi, per un totale che si aggira sui 2.900.000 esemplari immatricolati. Il risultato peggiore da 38 anni a questa parte, per l’appunto. Tutta colpa della crisi globale? Secondo alcuni no.
Gli esperti del settore evidenziano come l’auto in Giappone abbia perso quella connotazione di status symbol, soprattutto tra le giovani generazioni. Oltre alla motivazione sociologica, ce ne sarebbe un’altra di ordine più strettamente pragmatico: l’aumento dell’imposizione fiscale sull’auto privata, la crescita dei costi per comprare o affittare un posto auto, e infine, l’impennata dei pedaggi autostradali, stanno rendendo l’automobile sempre meno attraente, soprattutto nei grandi conglomerati urbani.
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Economia,
Motori alle 10:03 | Fonte:
autoblog.it
Un vero e proprio crollo quello registrato dalla produzione dei costruttori giapponesi nel mese di febbraio scorso: le case automobilistiche del Sol Levante hanno assemblato il 50% di unità in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Dopo il -41% di gennaio arriva un altro segnale a mostrare che la crisi è ancora di là da passare.
Entrando nel dettaglio dei vari costruttori si scopre che Nissan ha subito la contrazione più grave; al -68,8% per quanto riguarda i veicoli destinati al mercato interno, e al -37,8% per gli esemplari destinati all’export. Mitsubishi e Toyota seguono a ruota, rispettivamente al -65% e al -64% (-56,4% l’intero gruppo Toyota), sempre per quanto riguarda il mercato giapponese.
Su valori analogamente “drammatici” si attestano Mazda e Honda (-54,6% e -48,4% rispettivamente sulla produzione interna), con la sola eccezione di Suzuki, che riesce a contenere il calo dei ritmi produttivi al -19,6%.