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09  dic
7

cinese clandestina con impronte digitali rifatte

Inserita da Ale in: Cronaca alle 13:53 | Fonte: ansa.it

Una cittadina cinese di 27 anni è stata arrestata a Tokyo per essere entrata illegalmente in Giappone con impronte digitali rifatte grazie alla chirurgia plastica per schivare il controllo biometrico in aeroporto. La donna, di nome Lin Rong, era stata espulsa dal Giappone nel 2007 per essere rimasta in Sol Levante con il permesso di soggiorno scaduto, e, una volta tornata in Cina, ha speso oltre 14.000 euro per farsi invertire chirurgicamente le impronte digitali.

La polizia, ha riferito la stampa locale, è riuscita a identificare la donna il mese scorso, dopo che la stessa era finita nei guai per aver presentato una falsa dichiarazione di matrimonio con un uomo nipponico. Stando alle prime ricostruzioni, la donna sarebbe rientrata un anno fa in Giappone grazie alle impronte ‘rifatte’ e al passaporto di un’altra persona. Dal novembre 2007 negli aeroporti e nei porti dell’arcipelago é attivo un discusso sistema di controllo biometrico che registra le impronte digitali a tutti gli stranieri, varato ufficialmente come strumento di sicurezza per la lotta contro il terrorismo.


09  set
5

Dopo la vittoria di Hatoyama il Giappone è in bilico tra Cina e USA?

Inserita da Ale in: Politica alle 20:26 | Fonte: loccidentale.it

http://www.loccidentale.it/files/imagecache/preview/extProvider/zzz_custom/aHR0cDovL3d3dy5hcGNvbS5uZXQvYmluL2NvbnRlbnRfMy9Ub3BOZXdzL2ltZ3MvQ18zX1RvcE5ld3NfNjk1MjlfZm90by5qcGcLe elezioni in Giappone hanno visto la vittoria schiacciante del partito democratico di Yukio Hatoyama (DPJ), ma è ancora incerta la direzione che la politica estera di Tokyo prenderà. I governi liberal-democratici che si sono succeduti finora hanno fatto dell’alleanza nippo-americana il principale pilastro della loro politica estera, e ciò ha permesso al Giappone del dopoguerra di conoscere la pace e la sicurezza. In effetti, il partito liberal-democratico (LDP) è stato fondato per sostenere la politica americana in Estremo Oriente contro il comunismo, durante la guerra fredda. In seguito, questo partito ha continuato ad allinearsi alle posizioni americane, anche nel caso della guerra in Iraq nel 2003, nonostante l’opposizione della maggioranza della popolazione giapponese.

Il partito liberal-democratico è stato spesso accusato di eccesso di servilismo verso gli Stati Uniti. Secondo l’ex primo ministro Junichiro Koizumi, avere delle buone relazioni con gli Stati Uniti era il presupposto indispensabile per avere buone relazioni con il resto del mondo, Asia compresa. Secondo i suoi oppositori, invece, il Giappone, a forza di allinearsi alla politica statunitense, ha finito per isolarsi dal resto del mondo e dovrebbe ora adattarsi a quello che è il nuovo clima mondiale, segnato dalla fine dell’unipolarismo americano. Di conseguenza, il Giappone di oggi dovrebbe stringere i propri rapporti con le potenze asiatiche, prima tra tutti la Cina, che sta prendendo il posto del Giappone come seconda potenza economica del pianeta.

Un cambiamento radicale nella politica estera giapponese sembra in realtà improbabile. Il nuovo premier ha affermato che la sua priorità è il mantenimento della continuità, pur affermando la volontà di una maggiore indipendenza dagli Usa. Per ora, il partito democratico resta cauto, per evitare di provocare discordie tra i suoi propri membri e con i partiti con cui si prevede di formare una coalizione. Secondo le dichiarazioni rilasciate subito dopo le elezioni e durante la campagna elettorale, i principali obiettivi di politica estera dei democratici sarebbero il conseguimento di una più grande autonomia nei confronti degli Stati Uniti e un rafforzamento della presenza giapponese sulla scena internazionale – senza rimettere in causa l’alleanza di sicurezza nippo-americana; una riduzione delle basi americane sul suolo nipponico (si contano attualmente circa 47.000 soldati americani); il tentativo di regolare le dispute territoriali con la Russia a proposito delle isole Curili, situate a nord dell’arcipelago e occupate da Mosca nel 1945. Inoltre, il Partito democratico intende farsi garante della Costituzione pacifista giapponese che il LDP aveva cercato di rimettere in questione negli ultimi anni.

(continua…)


09  feb
27

Si infiamma la crisi delle isole Diaoyu tra Cina e Giappone

Inserita da Ale in: Politica alle 20:15 | Fonte: greenreport.it

http://www.greenreport.it/file/art/foto_18262.jpg

Il 28 febbraio arriverà in Cina il ministro degli esteri giapponese, Nakasone Hirofumi, per la sua prima visita al potente vicino. Il portavoce del ministero degli esteri di Pechino, Ma Zhaoxu, ha detto che «La Cina affida una grande importanza a questa prossima visita ed è pronta a lavorare con la parte giapponese perché la visita sia fruttuosa, con l’obiettivo di sviluppare le relazioni strategiche Cina-Giappone».

Ma Nakasone domani, incontrando il suo collega cinese Yang Jiechi, si troverà sul piatto una grana grossa almeno quanto un’isola, o meglio un arcipelago. L´affollata conferenza stampa di presentazione dell’incontro al vertice sino-nipponico è infatti ruotata intorno ad una questione della quale Greenreport ha già parlato e che sta diventando l’ennesima occasione per infiammare i già focosi nazionalismi cinese e giapponese: quello delle isole Diaoyu. «La Cina ha espresso giovedì il suo forte malcontento e depositato una protesta solenne presso il governo giapponese, dopo le dichiarazioni del primo ministro giapponese Taro Aso, secondo le quali le isole Diaoyu fanno parete del territorio giapponese – ha detto un bellicoso Ma Zhaoxu – Le isole Diaoyu e le piccolo isole contigue appartengono al territorio cinese fin dall’antichità. La Cina ha una indiscutibile sovranità su quelle isole. Tutte le parole e tutte le azioni della parte giapponese per provare a modificare questa realtà sono vane, la Cina si oppone fermamente. Esiste una differenza tra Cina e Giappone sull’attribuzione della sovranità delle isole Diaoyu, e la Cina ha sempre proposto di risolvere la questione nella maniera appropriata, attraverso negoziati».

(continua…)


09  feb
21

Cina: Indagini su trapianti illegali per turisti giapponesi

Inserita da Ale in: Cronaca alle 15:10 | Fonte: unionesarda.ilsole24ore.com

Il ministero della sanità cinese “sta indagando” sui trapianti illegali di organi operati su 17 turisti giapponesi e assicura che i responsabili “verranno puniti”. Lo afferma lo stesso ministero in una nota pubblicata sul suo sito web e ripresa oggi dalla stampa cinese. In Cina, ricorda il ministero, effettuare trapianti su pazienti stranieri è vietato dal 2007 perché il Paese non riesce a far fronte neanche alla domanda di organi da parte dei cittadini cinesi. I donatori sono diecimila, precisa il comunicato, mentre ogni anno chiedono un trapianto quasi un milione di persone. Secondo l’agenzia giapponese Kyodo i 17 pazienti, tutti tra i 50 ed i 65 anni di età, hanno pagato ciascuno 87mila dollari per trapianti di reni o fegato ad un ospedale di Guangzhou, nel sud della Cina.


09  gen
17

Cina plagia Blue Dragon di Akira Toriyama

Inserita da Ale in: Anime e manga alle 15:04 | Fonte: unmondoafumetti.blogspot.com

http://www.animenation.net/blog/wp-content/uploads/2009/01/china-begets-its-own-blue-dragon.jpg

Anche la Cina ha il suo Blue Dragon. Ecco una curiosa notizia che, entro pochi mesi, potrebbe trasformarsi in un vero e proprio caso giudiziario. Si dice sia solo una coincidenza, ma l’evidente somiglianza che corre tra le due immagini che potete vedere di fianco, evidenzia molto oggettivamente la possibilità di un plagio. L’immagine criticata, come avrete già capito, è quella di sinistra, che pubblicizza Kou dai xi yuu, una serie animata tratta da un videogioco cinese. A destra, invece, il vero Blue Dragon, il famoso GDR per Xbox 360 caduto al centro dell’antipatica vicenda. Blue Dragon, che si fregia dell’originale character design di Akira Toriyama, autore di Dragon Ball e Dragon Quest, nasce dalla mente di Hironobu Sakaguchi, creatore di Final Fantasy; è successivamente sviluppato dalla Mistwalker e pubblicato da Microsoft Game Studios nel 2006. Dopo il grande successo ottenuto a livello internazionale, il gioco viene trasposto in una serie animata prodotta dallo Studio Pierrot (un nome su tutti Naruto). L’anime si distacca dalla trama originale del videogame per ovvie ragioni di adattamento, e racconta la mirabolante avventura di cinque ragazzi che, grazie ai poteri dei propri Shadows, entità evocate dalla propria ombra e manifestazione fisica dei loro valori e principi, si spingeranno fino alla morte per salvare il mondo dalla tirannia del crudele Nene.


08  dic
13

Contro la crisi economica partnership tra Giappone, Corea del Sud e Cina

Inserita da Ale in: Politica alle 14:45 | Fonte: ilmessaggero.it

La crisi economica ha spinto gli ex rivali Giappone, Cina e Corea del Sud a un summit per definire le strategie di collaborazione per risollevare le sorti della regione. E’ la prima volta che i tre stringono una partnership al di fuori dell’Asean, l’Associazione delle nazioni dell’Asia Sud-Orientale. I tre si sono incontrati a Fukuoka per aprire con la partnership tripartita «una nuova era che produrrà «pace e sviluppo sostenibile nella regione». Il premier giapponese Taro Aso, quello cinese, Wen Jiabao, e il presidente sudcoreano Lee Myung-Bak, ritengono che le rispettive economie siano «dinamiche, resistenti e strettamente correlate tra di loro. Noi – si legge nella dichiarazione congiunta – rimarchiamo le visioni e le responsabilità per la creazione di un futuro pacifico, prosperoso e sostenibile sia per la regione dell’estremo Oriente sia della comunità internazionale».

http://www.igadi.org/artigos/2008/imaxes/20081213_dazaifu_wen_jiabao_taro_aso_lee_myung-bak_640.jpg

I principi di collaborazione tra i tre Paesi si fonderanno su «apertura, trasparenza, reciproca fiducia e comune interesse e rispetto per le nostre diverse culture».

Per affrontare le turbolenze finanziare ed economiche internazionali sottolineano la necessità di «solida cooperazione di carattere politico, economico, sociale e nei settori culturali sia all’interno dell’attività di governo sia al di fuori».


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