Inserita da Ale in:
Economia alle 12:18 | Fonte:
ilsole24ore.com
I mercati finanziari stanno cercando di individuare quale può essere la “prossima Grecia”. E sembrano procedere in cerchi concentrici fra i paesi ad alto debito. Per ora, la tensione si è un po’ allentata sugli altri “Piigs” della periferia d’Europa (Portogallo, Irlanda, Italia, Spagna). Dopo una mini-crisi della sterlina, la Gran Bretagna è temporaneamente uscita dal mirino in attesa di nuove fibrillazioni pre-elettorali. Gli Stati Uniti sarebbero il bersaglio grosso, ma finora nessuno si azzarda.
Perché non il Giappone? Il rapporto fra debito e Pil è il più alto dei paesi avanzati, anzi passerà dall’astronomico 218% dell’anno scorso al 228% di quest’anno. La crescita è paralizzata da due decenni e il contraccolpo della crisi nel 2009 (-5,3%%) il peggiore nel G-7. La deflazione aggrava ancor di più i conti pubblici.
La verità è che siamo un po’ tutti mitridatizzati dal Giappone: va così male da così tanto tempo, e il suo debito è così alto da così tanti anni senza che sia successo nulla, che cominciamo a pensare che non succederà mai nulla. In realtà, alcuni elementi attenuano la gravità della situazione: l’alto livello di attività detenute dallo stato dimezza pressapoco il debito totale netto; il costo del servizio del debito è basso, solo l’1,3% del Pil (l’Italia è al 5); e soprattutto, quasi tutto il debito è nelle mani dei giapponesi, il che migliora la percezione della sua sostenibilità. L’ultima asta di titoli decennali, la settimana scorsa, ha incontrato una buona domanda.
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Inserita da Ale in:
Motori alle 20:07 | Fonte:
borgomeo.blogautore.repubblica.it
Si allarga caso il Toyota che ora ha trascinato giù anche la Borsa di Tokyo, appesantita dai pessimi risultati di Toyota (che ha lasciato sul terreno 3 punti percentuali, sull’onda dei problemi ai freni individuati sulla Prius, il modello ibrido che è stato l’auto più vendita in Giappone negli ultimi otto mesi). L’indice Nikkei ha chiuso perdendo 48,35 punti (lo 0,5 per cento) e si è collocato a 10.355,98 dopo che nel corso della seduta aveva perso oltre l’1,2 per cento.
Nulla è bastato a placare gli animi, né le scuse del presidente, né la campagna stampa di richiami, né la revisionee della stima degli utili.
D’altra parte il problema Toyota si sta estendendo a macchia d’olio e dopo aver travolo il Giappone è arrivato anche in Europa. L’azienda automobilistica nipponica a Toyota ha infatti reso noto che solo per il problema al pedale dell’acceleratore, registrato in alcuni modelli, la casa perderà circa 180 miliardi di yen (2,0 mild dollari) per il richiamo delle autovetture e le mancate vendite nell’anno finanziario in corso, che si conclude a marzo. Ma il costo totale dell’operazione dovrebbe essere di circa 35 miliardi di dollari. Un inferno, insomma.
Che rischia di peggiorare per le durissime prese di posizione degli americani, inferociti per il fatto che la Toyota ha bloccato la produzione: il ministro dei trasporti Ray LaHood ha detto addirittura agli americani in possesso di una Toyota richiamata per problemi al pedale dell’acceleratore di “smettere di guidare l’auto” e recarsi subito da un concessionario per farla riparare.
“Non guidatele, portatele da un concessionario Toyota, che hanno un modo di ripararle”, ha detto LaHood in una audizione alla Camera dei Rappresentnati.
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Economia alle 19:02 | Fonte:
gamesblog.it
Chiunque affermi che la crisi economica non colpisca il mondo dei videogiochi non ha ben chiara la situazione. Se è vero, infatti, che si tratta di un settore meno esposto ai problemi legati al periodo, è altrettando vero che capita sempre più spesso di leggere notizie agghiaccianti relative a tagli di posti di lavoro e alla chiusura di determinati studi.

Questa volta è il turno di Namco Bandai, che avendo registrato perdite per 31 miliardi di yen (approssimativamente 343 milioni di dollari), dovrà effettuare pesanti tagli del personale. Si parla di ben 630 posti di lavoro sui 7.000 impiegati dell’azienda, che verranno mandati a casa entro la fine dell’attuale anno fiscale.
Sul fronte videogiochi a causare i danni maggiori sono stati gli scarsi risultati durante la stagione natalizia di Tales of Vesperia (400.000 unità vendute) e di Tekken 6 (400.000 unità vendute).
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Economia alle 20:20 | Fonte:
it.reuters.com
L’economia globale potrebbe essere in via di guarigione ma i tempi sono ancora duri per quelle masse di senzatetto e disoccupati che sopravvivono a Tokyo grazie a una scodella di riso offerta dalle organizzazioni di beneficenza.
Nonostante l’economia del Giappone stia risalendo la china grazie all’aumento della domanda in Asia, le Nazioni Unite sostengono che il recupero sia più lento che negli altri paesi, predicendo una crescita dello 0,9% nel 2010, ben inferiore al 2,1% degli Stati Uniti o all’8,8% della Cina.
La lenta crescita della seconda economia mondiale, combinata con i problemi delle grandi aziende nazionali, ha reso praticamente impossibile a molte persone guadagnarsi da vivere.
“Non trovo nessun lavoro. E’ veramente una situazione complessa”, dice a Reuters Eizo Tsuruga, un senzatetto di 50 anni intento a mangiare la sua scodella di riso caldo durante una rigida notte invernale.
Un’indagine del Ministero del Welfare mostra però che il numero di senzatetto è sceso da 25.000 nel 2003 a 15.000 nel 2009.
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Motori alle 13:31 | Fonte:
autoblog.it
Toyota ha comunicato i dati di vendita globali relativi al 2009, con non poche sorprese. L’anno scorso, il Gruppo di Nagoya ha prodotto 7.234.439 veicoli, il 21,7% in meno rispetto al 2008. Si tratta di un risultato inferiore alle aspettative, visto che le previsioni del quotidiano giapponese “Yomiuri Shimbun” parlavano di una produzione di 7,8 milioni di autoveicoli per Toyota.

Il dato complessivo delle vendite è composto da 6.371.291 di veicoli Toyota e Lexus, 795.722 di autoveicoli Daihatsu e 67.426 di truck e bus Hino. Queste cifre confermano la nuova leadership nella produzione mondiale di auto per il Gruppo Volkswagen che, grazie a Suzuki, ha prodotto 8,6 milioni di autoveicoli nel 2009, circa 1,4 milioni in più di Toyota. Anche senza considerare la Casa di Hamamatsu, il gap tra Toyota e VAG si è assottigliato a poco più di 900.000 unità.
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News varie alle 15:33 | Fonte:
blitzquotidiano.it
Tempi duri e di crisi, così anche le società della Corporate Japan si trovano a dover fare i conti con i licenziamenti, in una situazione di sicuro non nuova, ma mai di così straordinaria entità.
Japan Airlines e i 15.661 tagli annunciati per uscire dalla bancarotta protetta sono forse l’ultimo e il più eclatante esempio.
Per questa ragione società di consulenza, ‘cacciatori di teste’ e lavoro interinale hanno messo a punto il cosiddetto ‘manuale del perfetto licenziamento’, ovvero consigli utili per annunciare ‘cattive notizie’ che, secondo la cultura nipponica, sono innanzitutto una sconfitta per la stessa azienda e il suo ruolo sociale.
Si tratta di 30-60 pagine, a seconda delle versioni, nelle quali si suggerisce come far accomodare lo sventurato dipendente e cosa dire. Con una linea ferrea: chiudere subito i conti, senza lasciare spiragli aperti.