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Realtà aumentata, viral marketing e locative media: ci si aspetterebbe quasi di trovare la misteriosa Blue Ant di Pattern Recognition e Spook Country dietro l’ultima iniziativa pubblicitaria adottata in Giappone: Crimsonfox.
Si tratta di una caccia al tesoro organizzata dalla giapponese Ubiquitous Entertainment, che ha visto coinvolti oltre 200 giocatori e che si è svolta durante il weekend a Tokyo, precisamente nel distretto di Shibuya: la particolarità è che gli indizi erano nascosti per la città, invisibili ad occhio umano, rintracciabili solo con la app di iPhone per la realtà aumentata “Shibuya scanner”. Obiettivo finale: scovare la società segreta “Moonlight”.
Indizi spesso apparentemente insignificanti se non individuati dall’app per la realtà aumentata del telefonino. Come, per esempio, una stampa particolare su un pezzo di carta abbandonato che in realtà nascondeva un codice. Solo grazie al GPS e alla bussola integrati nel dispositivo, poi, i giocatori potevano seguirli e solo attraverso la fotocamera del melafonino potevano, infine, ottenere la conferma (la visualizzazione dello stemma della società segreta sull’oggetto rinvenuto e inquadrato dalla cam) di aver raggiunto obiettivi intermedi. Punto da cui si poteva proseguire per continuare la caccia.
Capcom ha annunciato ufficialmente l’arrivo del picchiaduro Street Fighter IV per piattaforme portatili Apple.
Stando a quanto riportato dal sito IGN, Street Fighter IV per iPhone e iPod Touch sara’ disponibile da marzo e proporra’ le stesse caratteristiche presenti su console casalinghe con i relativi limiti imposti dall’hardware.
Dalle prime immagini rilasciate e’ possibile notare infatti l’incredibile adattamento grafico che andra’ a ridurre un minimo la resa estetica dei personaggi e dei fondali. I primi due combattenti svelati sono Ken e Ryu, ma sembra che gli sviluppatori porteranno anche sul melafonino gli stessi personaggi presenti nel titolo originale comprese mosse, combo e Ultra.
Vi ricordate la canzone degli Alphaville, “Big in Japan”? Se fa parte della vostra libreria iTunes avviate la riproduzione del brano, perché è la colonna sonora perfetta per questa notizia, che arriva direttamente da Tokyo. La firm giapponese di analisi finanziaria Impress R&D, ha pubblicato un nuovo report che evidenzia come l’iPhone goda di ottima fama in terra nipponica, tanto da esser riuscito a conquistare il 46,1% del mercato degli smartphone nel paese del Sol Levante. La percentuale è bulgara, come si suol dire, soprattutto se confrontata con il “modesto” 11,8% di Market Share attualmente detenuto da iPhone negli Stati Uniti, ma va tenuto conto che il numero non deriva da un effettivo dato di vendita ma da uno studio basato un sondaggio.
La “quota di mercato” del 46,1% attribuita ad iPhone è divisa in maniera abbastanza bilanciata fra iPhone 3G (24,6%), commercializzato in Giappone nell’estate del 2008, e iPhone 3GS (21,5%), arrivato nel paese a giugno di quest’anno. Parte del successo dello smartphone di Cupertino, secondo Mobile Crunch, è da attribuire certamente alla imponente campagna mediatica e commerciale messa in piedi da SoftBank mobile, il carrier che distribuisce il melafonino in Giappone: spot a ogni ora del giorno, pubblicità che spuntano come funghi sulla carta stampata e prezzi aggressivi, fortemente concorrenziali rispetto alle offerte dei competitors del settore.
Nissan ha sviluppato il prototipo di un’applicazione per iPhone grazie alla quale è potenzialmente possibile verificare vari parametri di un’auto elettrica e controllare il livello della batteria dell’auto.
Una dimostrazione dell’applicazione è stata fatta nella struttura Nissan di Yokosuka (Giappone) ove è stato mostrato il collegamento all’auto e alla batteria al litio. A distanza si può monitorare lo stato della ricarica, il tempo rimanente affinché la ricarica sia portata a termine e i costi di ricarica.
E’ possibile visualizzare la temperatura interna dell’abitacolo e decidere eventualmente l’azionamento dell’aria condizionata; non è una banalità così come sembra di primo acchito: mentre per i proprietari di una normale auto è facile e normale attivare l’aria condizionata (anche prima di aver avviato il mezzo), per i possessori di un’auto elettrica questo potrebbe rappresentare un problema (per via del consumo di energia elettrica), senza parlare della comodità di abbassare (o alzare) la temperatura dell’auto prima di partire, quando l’auto è collegata alla corrente elettrica.
Il sistema (ancora solo un prototipo) fa parte di un progetto di ricerca sulle auto elettriche di Nissan che dovrebbero apparire sul mercato giapponese e nordamericano nel 2010.
Pare che iPhone, in questo momento, sia lo smartphone più venduto in Giappone, almeno al dettaglio, secondo recenti sondaggi. Uno studio di BCN, avrebbe raccolto i dati di circa 2300 negozi consacrando il modello da 8GB (iPhone 3G) come il più popolare, seguito dal più capiente 16GB. Al terzo posto si posizionerebbe il NTT DoCoMo Aquos SH-04A, realizzato da Sharp; RIM BlackBerry Bold si classifica sesto, mentre HTC si piazza in classifica con ben 4 modelli.
L’iPhone giapponese è commercializzato da Softbank, la quale ufficializzò il ritocco dei propri piani tariffari per rendere il prodotto più economico. Il melafonino beneficia anche della staticità del mercato locale, che gode di pochi incentivi per lo sviluppo di nuove caratteristiche come migliore fotocamera, display più sottili e TV mobile.
Nessun commento circa la popolarità del nuovo iPhone 3GS; i cellulari convenzionali si pensa possano essere tagliati fuori dal mercato in favore dei più completi smartphone, i quali hanno registrato una crescita del 80%.
Regalano un iPhone a ogni studente. E poi lo usano per seguirne i movimenti dentro e fuori del perimetro scolastico. Succede in Giappone, presso il dipartimento di informatica sociale dell’università Aoyama Gakuin. Ma potrebbe succedere da qualsiasi altra parte, segnalano gli esperti.
Obiettivo del progetto, spiega CrunchGear, è prevenire i fenomeni di falsificazione delle presenze in aula. Evidentemente, anche agli studenti dell’Aoyama Gakuin di Tokio piace bigiare i corsi e andarsene a spasso.
Ma saltare le lezioni diventerà ora più difficile. Perché i 550 iPhone consegnati (gratuitamente) a studenti e docenti verranno impiegati come strumenti di tracking, fornendo ai dirigenti indicazioni in tempo reale sull’effettiva presenza in campus dei proprietari.
Oltre a questo, documenta Ubergizmo, gli apparecchi consentiranno anche di svolgere a distanza esercitazioni ed esami, nonché fruire dei video-podcast delle lezioni.
Attualmente il progetto si trova ancora in fase sperimentale, e coinvolge solo una parte del personale e degli iscritti della Aoyama Gakuin. Ma i responsabili sono fiduciosi di poter completare la distribuzione entro l’autunno, per l’inizio del nuovo anno accademico.
L’iniziativa dell’istituzione giapponese appare impressionante per ambizioni e portata. Ma non è l’unica nel suo genere. Già in passato, infatti, alcune università statunitensi avevano impiegato i cellulari (ed in un caso anche i tag RFID ad essi collegati) per tracciare i movimenti dei propri studenti con gli intenti più diversi.