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10  gen
18

Tinto Brass presenta l’eros giapponese

Inserita da Ale in: Cultura alle 17:45 | Fonte: mag.sky.it

Spazierà dagli anni Sessanta a oggi, operando anche un confronto diretto con la produzione italiana, la rassegna di cinema erotico giapponese ‘Shunga Movies’, in programma al Cinema Gnomo di dal 19 al 24 gennaio.

http://static.sky.it/static/contentimages/original/sezioni/mag/cinema/2010/01/17/visore_tinto_copia.jpg

Legandosi al successo della di Palazzo Reale ‘Shunga. Arte ed eros nel Giappone del periodo Edo’, le proiezioni offriranno uno scorcio della vasta e stratificata filmografia erotica del Paese del Sol Levante, illustrando la reciproca influenza con l’Occidente.
La rassegna, organizzata dalla Fondazione Mazzotta in collaborazione con il Comune di Milano, si aprira’ martediì 19 con la versione integrale del L’impero dei sensi e nei giorni seguenti mettera’ a confronto due opere italiane, La Chiave di Tinto Brass e Interno berlinese di Liliana Cavani con le rispettive trasposizioni giapponesi.

(continua…)


10  gen
13

Giappone Potere e Splendore 1568/1868 a Milano

Inserita da Ale in: Cultura alle 17:20 | Fonte: veraclasse.it

Giappone Potere e Splendore 1568/1868 è la a cura di Gian Carlo Calza di scena fino all’8 marzo 2010 presso Palazzo Reale di .

http://foto.veraclasse.it/giappone-potere-e-splendore-1568-1868-a-milano_41722_big.jpg
L’esposizione si inserisce nel quadro delle attività dedicate nel 2009 dal Comune di Milano al Giappone e accompagna il visitatore in un viaggio che attraversa la storia del Paese, dal periodo di Momoyama (1568-1615) al periodo di Edo (1615-1868), a testimonianza della straordinaria trasformazione culturale, sociale ed economica del Giappone nel corso di tre secoli.

(continua…)


10  gen
11

La grafica giapponese dal ’700 ai fumetti di oggi

Inserita da Ale in: Cultura alle 16:34 | Fonte: lastampa.it

http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/torino/mostre/grafica_giapponese_g.jpgAlcuni importanti artisti di grafica contemporanea giapponese per la prima volta in Europa si confrontano con gli autori classici, che hanno operato nel periodo d’oro dell’arte nipponica, dall’inizio del ’700 all’apertura del paese all’Occidente nel 1868. Dal 14 gennaio al 14 febbraio, all’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino saranno esposte circa 300 opere.

Realizzata con il patrocinio dell’Ambasciata del Giappone in Italia e grazie al contributo della Japan Foundation, l’esposizione, per la parte più antica, comprende una cinquantina di xilografie a colori di Utagawa Kunisada vissuto nel Periodo Edo (1603-1868) e di altri autori del periodo dell’imperatore Meiji salito al trono nel 1868.

Il pubblico potrà ammirare alcune rarità, come un paio di frammenti di emakimono (rotoli dipinti), oltre ai tre integrali che illustrano l’antico racconto di Shuten Doji (Il demone beone), datati tra il XVII e il XVIII secolo. I rotoli sono lunghi ciascuno più di sei metri. Ciò che unisce il mondo classico e quello moderno è sia l’alta qualità dell’opera grafica sia l’utilizzo di simbologie e temi letterari comuni. Presenti in anche sette artisti attivi nei campi della grafica, dell’animazione e del fumetto «manga».


09  nov
29

Giappone, lo spirito nella forma. OMOTE – le maschere del teatro Nō

Inserita da Ale in: Cultura alle 13:17 | Fonte: yoshinryu.com

Palazzo Barolo, TORINO

14 novembre – 20 dicembre 2009

L’associazione culturale Yoshin Ryu, con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali propone nelle storiche cantine di Palazzo Barolo (via delle Orfane, 7/A – TORINO) la “OMOTE-le maschere del teatro Nō”, terzo capitolo del progetto pluriennale “Giappone, lo spirito nella forma” che ogni anno rivela al pubblico un nuovo scorcio della cultura tradizionale del Giappone.

http://common.yoshinryu.com/images/yoshinryu.png

L’esposizione, organizzata grazie al contributo della Regione Piemonte, della Città di Torino delle fondazioni bancarie CRT e Compagnia di San Paolo, il sostegno di Unicredit Private Banking e Palazzo Barolo, il patrocinio del Consolato Generale del Giappone a e dell’Istituto Giapponese di Cultura a Roma e della Provincia di Torino, accompagnerà il visitatore nel fascino e nelle suggestioni della cultura giapponese, presentando nelle sale di Palazzo Barolo le opere del Maestro Nomura Ran e due kimono di proprietà della famiglia Umewaka, una delle più note famiglie di attori Nō del Giappone, insieme alle quali il pubblico potrà scoprire la magia del mondo del Teatro Nō e delle maschere che ne sono protagoniste.
Una mostra web 2.0: il pubblico già da settembre 2009 può vivere e condividere le suggestioni dell’esposizione dedicata alle maschere OMOTE grazie ai media che la rete Internet offre.
Una web-TV dedicata alla mostra su Livestream.com insieme ai video su You Tube (canale “Yoshin Ryu Torino”) offriranno informazioni e materiali per approfondire e ampliare la conoscenza della cultura giapponese. Inoltre, il PROFILO e la pagina FAN sul più famoso e popolato Social Network al mondo, Facebook, per interagire con gli altri utenti e condividere curiosità, informazioni e materiale multimediale.
Omote – le maschere del teatro Nō
Il teatro Nō non è sola rappresentazione scenica: la vicenda, gli attori, le maschere, la musica, la scenografia e il pubblico sono tutti “tasselli” fondamentali di un mosaico simbolico e ritualistico che ha radici profonde, e in cui lo spettatore deve essere consapevole di trovarsi di fronte a una trama teatrale che può rapportare a se stesso e alla sua vita.
La semplicità dello spazio scenico sottolinea ed esalta il valore archetipico del dramma, coinvolgendo lo spettatore nell’universo di valori e riferimenti simbolici e culturali richiamati dal teatro Nō. E’ la dialettica tra la scena, la ritualità del gesto degli attori, l’espressività delle maschere e il ritmo della musica Nō-gaku a permettere alla vicenda di dilatarsi ed esprimersi al di fuori delle tradizionali coordinate di spazio e tempo. Ne risulta un’immagine capace di suscitare profonde suggestioni sull’Uomo e le sue passioni, a cui il pubblico può accedere previa la conoscenza delle vicende narrate e la disponibilità ad abbandonarsi alle emozioni, partecipando nell’intimo alla rappresentazione.

(continua…)


09  nov
8

Shunga: arte e letteratura nell’erotismo giapponese

Inserita da Ale in: Cultura alle 12:00 | Fonte: -

Avevo già scritto rigurado la “Shunga. Arte ed Eros nel Giappone del periodo Edo”.

La Fondazione Mazzotta, organizzatrice di tale mostra, ha progettato una serie di eventi collaterali, così da approfondire in più direzioni i contenuti di una mostra raffinata, innovativa e fuori dagli schemi.

Ecco il comunicato stampa che ho ricevuto e che pubblico:

Giovedì 12 novembre ’09 ore 18.30

Shunga: arte e letteratura nell’erotismo giapponese

Intervengono: Marco Fagioli (critico ed esperto di arte giapponese, curatore del catalogo)

Francesco Paolo Campione (Direttore Museo delle Culture di Lugano e commissario della mostra)

Cristiana Ceci (giornalista e nipponista, curatrice di Sex & Sushi, Oscar Mondadori)

Modera: Martina Mazzotta

In collaborazione con il Museo delle Culture di Lugano

Palazzo Reale, Sala Conferenze (piano terra) – Ingresso libero fino a esaurimento posti

(continua…)


09  ott
15

Mostre: a Milano l’ arte e l’ eros dell’ antico Giappone

Inserita da Ale in: Cultura alle 19:14 | Fonte: libero-news.it

Presentare la piu’ grande esposizione mai realizzata dedicata alle stampe giapponesi di soggetto erotico. Questo l’obiettivo della ”Shunga. Arte ed Eros nel Giappone del periodo Edo” che verra’ proposta a , nel Palazzo Reale, dal 21 ottobre al 31 gennaio 2010. La , promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, segue il successo della precedente esposizione ”Samurai” ed e’ allestita dalla Fondazione Antonio Mazzotta. E’ il risultato di una lungo lavoro condotto dal Museo delle Culture di Lugano, che ha ideato l’esposizione e coordinato la ricerca scientifica. La e’ il frutto di una collaborazione tra il capoluogo lombardo e la citta’ svizzera, dove si spostera’ nell’autunno del 2010 e rientra nel programma ”Milano-Mondo”. L’obiettivo del progetto e’ quello di elaborare e proporre linee concrete di azione per la crescita della metropoli lombarda nel panorama artistico globale in previsione di Expo 2015.

Gli Shunga, termine giapponese che letteralmente significa “immagini della primavera”, sono opere a soggetto erotico considerate tra le piu’ significative espressioni della corrente artistica dell’ukiyo-e. Create con la tecnica della stampa xilografica (dal 1791 anche policroma), esse raggiunsero la loro massima fioritura nel periodo dello shogunato dei Tokugawa, tra il 1603 e il 1867. Gli Shunga esprimono i valori del nuovo ceto borghese delle grandi citta’ – composto da mercanti, artigiani e artisti, escluso dal potere politico, ma economicamente fiorente – con il quale si affermo’ in quegli anni una concezione edonistica dell’esistenza, in contrasto con la rigida morale neoconfuciana, sostenuta dalla classe guerriera dei Samurai che reggeva il governo centrale del Giappone.

Questi cittadini offrivano un esempio di vita raffinata, ostentando il lusso, organizzando feste, frequentando i teatri e le case di piacere: cosi’ il termine ukiyo-e, che designava l’arte ispirata a tale genere di vita, diventa sinonimo di ”moderno”, alla moda, esprimendo una sorta di filosofia incentrata sul gusto di un’esistenza piacevole e, per quanto possibile, appagante dei desideri personali. Collezionate segretamente in Europa, a partire dalla seconda meta’ dell’Ottocento, dopo che il Giappone fu costretto ad aprire le sue isole alle navi straniere e agli scambi commerciali col mondo occidentale, esse furono motivo di ispirazione diretta di letterati e artisti della levatura di Zola, di Van Gogh, di Toulouse-Lautrec e di Klimt, e influirono in modo significativo sulla riflessione artistica nell’ambito dell’Orientalismo della fine del XIX e dell’inizio del XX secolo.


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